Di chi parliamo quando parlano di gender

La legge 40 e le lobbies cattoliche

… and they really seem to think
that what they’re doing counts as love
John Grant – Glacier

Quali sono i legami tra la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita e il riconoscimento istituzionale delle unioni tra due persone dello stesso sesso? Perché alcune voci cattoliche parlano tanto dell’una quanto dell’altro? E perché un referendum viene sabotato a partire dalle indicazioni della CEI e di un comitato creato ad hoc? La parte I è dedicata a una storicizzazione dei movimenti cattolici, cercando di svelare un po’ quali regole vengono stabilite – e da chi, come e con quali mezzi – all’interno di un dibattito che dovrebbe essere libero, statale e aconfessionale.

*Clicca qui per leggere il dossier completo.*

PARTE I

Comitato Scienza & Vita per la legge 40

Dopo l’approvazione della Corte di Cassazione, si cominciò a parlare di un referendum abrogativo su una legge dell’anno precedente, avevamo ancora il governo Berlusconi, la legge 40, quella sulla procreazione medicalmente assistita, sì, dai, avete capito, no?, la “legge burqa” secondo il quotidiano francese Le Monde, che vietava anche la fecondazione eterologa, oh, ecco, quella.

Già, l’informazione fu scarsa e confusa sempre, anche in giugno quando si votò, non si raggiunse il quorum e, alla fine, si dovette restare a guardare come, nel corso dei successivi dieci anni, ben trentatré sentenze si pronunciassero sulla definitiva incostituzionalità e illegittimità di buona parte della legge 40, ivi inclusa la sentenza dell’aprile del 2015 della Corte Costituzionale. Eppure, il discorso sulla procreazione assistita resta ancorato al Vaticano, che nel 2005 dispiegò tutte le sue forze per non abrogare alcuni articoli e alcuni commi, grazie al supporto del Cardinale Camillo Ruini e a tutte le associazioni e le persone legate a quella parte della “bioetica” tanto cara a molti cattolici e all’Opus Dei. Al referendum non ci si doveva andare, punto, e si invitava all’astensionismo, nonostante qualche protesta e la domanda politica più grossa che si potesse rivolgere: “Ma dov’è la democrazia?”. La democrazia, il governo del popolo.

Cardinale Camillo Ruini

Cardinale Camillo Ruini

Della legge si parlava poco e male, giusto qualche cenno qui e lì, qualcuno provava a chiedere più informazioni, però una cosa era abbastanza chiara: la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), presieduta da Ruini fin dal 1991, era contraria all’abrogazione. Il 13 gennaio la Corte di Cassazione dichiarò ammissibile il referendum abrogativo parziale e il 17 gennaio, ossia quattro giorni dopo, Ruini si espresse sulla salvaguardia dei “fondamentali diritti e interessi della persona umana”, minacciati dal referendum. Ruini invitò a un dialogo sereno e completo da parte dei due fronti, quello del sì e quello del no, e dichiarò che la CEI avrebbe dato un suo contributo affinché la campagna si potesse svolgere “in forme serene e rispettose”. Infatti, seguendo malamente le sue intenzioni, il 19 febbraio fu costituito un comitato per invitare all’astensione.

Al 22 febbraio, i telegiornali e i quotidiani avevano già diffuso la notizia della fondazione di quel comitato, i cui membri furono contattati direttamente dal segretario generale della CEI, Giuseppe Betori, con l’obiettivo di portare avanti la campagna astensionistica. Probabilmente non era una grande novità nel panorama italiano, abituato alla dialettica tra Stato e Chiesa Cattolica, oltre che tra laici e religiosi, ma Alberto decise comunque di provare a capire di che cosa si trattasse e, soprattutto, di chi si trattasse. Il comitato non trovava riscontri nelle sue ricerche sulla rete Internet, dunque si rivolse alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, attraverso il loro sito di carattere scientifico Ulisse:

Tutti i telegiornali e i giornali hanno parlato di un “Comitato Scienza e Vita” che invita ad astenersi ai referendum sulla fecondazione medicalmente assistita. Nessuno però ha riportato i nomi degli scienziati coinvolti, né sembra esistere un sito internet del comitato. Se lo sono inventati o esiste veramente? Dove trovo informazioni a riguardo?

ScienzaVitaEffettivamente, restringendo i campi sul motore di ricerca Google e scegliendo un lasso di tempo che va dal 13 gennaio al 22 febbraio, appare un solo articolo del quotidiano La Repubblica che cita gli appartenenti al comitato. A parte i fondatori Paola Binetti e Bruno Dallapiccola, il resto sembrano essere tutte associazioni cattoliche legate alla CEI, da Azione Cattolica al Movimento Cristiani Lavoratori, dal Forum delle Famiglie a Comunione e Liberazione. Quando il biologo della SISSA Carlo Alberto Redi rispose ad Alberto, infatti, gli elencò i nomi di tutte le personalità che ne facevano parte, specificando che non si trattava di soli scienziati.

La rete delle associazioni cattoliche

Così nacque il “Comitato Scienza & Vita”. Nei mesi successivi al referendum – che non raggiunse il quorum – gli aderenti furono tanto contenti di aver contribuito alla democrazia italiana, cioè di aver invitato all’astensione per abrogare parzialmente una legge che verrà comunque ritenuta in buona parte incostituzionale e illegittima; furono talmente felici che decisero, infine, di costituire un’associazione nel dicembre del 2005. Così nacque, di conseguenza, la “Associazione Scienza & Vita”, con lo scopo di approfondire, cito, “i problemi legati alle ricadute della scienza e della tecnica sulla vita umana, con effetti che configurano una vera e propria questione antropologica“. In seguito, forse perché l’approfondimento non bastava, uno dei due presidenti e fondatori, la psichiatra Paola Binetti, decise bene di intraprendere la carriera politica, dopo aver abdicato alla sua posizione all’interno dell’associazione, divenendo senatrice prima nel 2006 con la Margherita, poi nel 2008 con il Partito Democratico, infine parlamentare con l’Unione di Centro dal 2010.

paola-binetti

Paola Binetti

Membro numerario dell’Opus Dei, specializzata in Psicologia e Psichiatria all’Universidad de Navarra (che, per chi non lo sapesse, è l’università dell’Opus Dei), attiva da sempre nell’Università Campus Bio-Medico di Roma (sempre dell’Opus Dei) in cui ha ricoperto e ricopre diverse cariche, Paola Binetti fu tra le prime figure politiche teodem, ossia cattoliche democratiche. Parliamo di persone così religiose da condividere le posizioni dei teocon, i cattolici conservatori, su argomenti di “bioetica”, cioè su tutto ciò che riguarda la vita e la famiglia da una prospettiva cristiana. Ella è, infatti, divenuta una figura di rilievo del panorama italiano grazie alle sue dichiarazioni e scelte apertamente omofobe, che le costarono una tardiva richiesta di espulsione da parte di alcuni appartenenti al Partito Democratico. Come se non fosse sufficiente, ella ricopre anche l’incarico di Presidente del comitato scientifico del “Movimento per la Vita” (MpV), associazione sempre legata alla CEI, che, come vedremo, è connessa direttamente a “Scienza & Vita”.

Carlo Casini

Carlo Casini

All’interno del “Comitato Scienza & Vita”, prima, e dell’Associazione poi, figura anche l’onorevole Carlo Casini. Casini cominciò la sua attività associativa all’interno dell’Azione Cattolica e, successivamente, nel 1975 fondò il primo “Centro di Aiuto alla Vita” (CAV) a Firenze, per aiutare la lotta contro l’aborto volontario. Come si legge sullo stesso sito di questo CAV, l’esigenza della nascita di questi organismi era dovuta alla “campagna radical-femminista” che, per loro, porterà alla legge 194 del 1978 sull’aborto sicuro, legale e volontario. Nel 1980 fu, poi, creata la prima associazione prolife italiana che raggruppò in sé tutti i CAV sorti in Italia man mano. Si tratta del “Movimento per la Vita”, di cui Casini fu presidente per ben venticinque anni, dal 1990 al 2015. Contemporaneamente, a partire dalla promulgazione della legge 194, Casini decise di entrare in politica e si candidò con la Democrazia Cristiana, divenendo deputato italiano dal 1979 al 1994. In più, dal 1984 fino al 1999 e poi dal 2005 a oggi, è stato ed è parlamentare europeo. Con quest’ultima carica, fu persino membro della delegazione dell’Unione Europea alla Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo (di cui ho già parlato qui).

Il “Movimento per la Vita”, si legge sul loro sito, è la “Federazione degli oltre seicento movimenti locali, Centri e servizi di aiuto alla vita e Case di accoglienza attualmente esistenti in Italia”. Ciò nonostante, a sua volta, la “Federazione” fa parte del “Forum delle Associazioni Familiari”, che ingloba diverse realtà cattoliche, come si può vedere qui. Fondato nel 1992 per la difesa della famiglia tradizionale in Italia, grazie all’apporto di Casini che fu, poi, anche membro del direttivo, il Forum è presente nella rete europea “Fédération des Associations Familiales Catholiques en Europe”, creata nel 1997 per difendere, come si può intuire, la famiglia tradizionale, ma in Europa. Luisa Santolini, nel 2005 presidente del Forum, fece parte del “Comitato Scienza & Vita”, così come gran parte dei presidenti delle associazioni cattoliche inglobate nelle micro e macro reti cattoliche.

Nella sua rubrica dedicata alla Chiesa sul giornale L’Espresso, il giornalista Sandro Magister scrisse già nel 2002 a proposito del “Forum delle Associazioni Familiari” e dell’associazionismo cattolico che non nasce per “iniziativa” della gerarchia ecclesiastica. Non si frenò nel definire il lavoro di alcuni enti vero e proprio “lobbying” all’americana, che lavora su campi e obiettivi mirati, facendo pressioni su chiunque:

Come il Forum ci sono il Movimento per la vita, l’Associazione dei genitori, la Compagnia delle opere. Non sono associazioni generaliste, ma operano su campi e obiettivi mirati. Non nascono per iniziativa della gerarchia, ma per spontaneo convergere di interessi. Non eleggono un proprio partito, ma fanno pressing su tutti. Il modello è più americano che italiano.

Nel 2011, infatti, Carlo Casini attaccò addirittura il videogioco The Sims, simulatore di vita reale, perché permetteva il matrimonio e le adozioni da parte di persone dello stesso sesso. Dunque, tentò di vietarne la vendita ai minori, così come avviene con i film pornografici. Potete leggere qualcosa qui. Allo stesso tempo, uno dei tanti trait d’union tra la legge 40 e le unioni degli omosessuali lo si trova in alcune dichiarazioni al limite della truffa intellettuale, ovviamente rilasciate da esponenti cattolici. L’idea principale sarebbe quella per cui, essendo stata demolita quasi tutta la legge, si darebbe il via alla gestazione per altri. A quel punto, come la così detta “teoria del gender”, anche le unioni civili non sarebbero che un “cavallo di Troia”. Questo delirio infondato lo ha, ovviamente, ribadito anche Paola Binetti.

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