Di chi parliamo quando parlano di gender [6]

Marcia Nazionale per la Vita: Cattolici e tradizionalisti

… but they keep on telling you
that you are not allowed
John Grant – Glacier

Fino a questo momento, si è delineata la rete delle associazioni cattoliche legate in particolare al Vaticano. Siamo partiti dal ruolo decisivo dell’europarlamentare Carlo Casini e siamo arrivati a ricordare la costituzione di “Scienza e Vita”, prima come comitato contro il referendum abrogativo della legge 40, poi come associazione prolife. Ne abbiamo visti i risvolti e seguita l’evoluzione all’interno della rete 2.0 anti-gender. Successivamente, passando per le lobbies statunitensi e i discorsi omofobi da esse veicolati, siamo arrivati a comprendere meglio la posizione dell’associazione “Giuristi per la Vita”. Adesso, invece, nella parte VI, ci dedicheremo alla sua fondazione, ai suoi membri e ai collegamenti con l’estrema destra, tracciabili già all’origine e incorporati, soprattutto, in Notizie ProVita, testata online sorella dei giuristi.

Parte VI

La marcia per la destra

Nel 1990, con l’incoraggiamento via lettera del Cardinale Edouard Gagnon, all’epoca presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, i membri dell’associazione “Famiglia Domani” decisero di cominciare i loro lavori. Il loro presidente era il marchese Luigi Coda Nunziante, già tesoriere del partito neofascista Movimento Sociale Italiano (MSI). “Famiglia domani” nacque, dunque, dall’incontro tra il Vaticano e l’estrema destra. Nella presentazione sul loro sito, si legge che essa è “intervenuta su temi di grande portata culturale e morale come l’aborto,  la pornografia, la droga, le unioni “di fatto” e omosessuali”- e gli interventi sulle unioni non-eterosessuali sono di marca spiccatamente omofoba, come dimostrano le parole del portavoce Claudio Vitelli, di professione avvocato. In un articolo del 2008 che vorrebbe certificare l’infondatezza di un qualsiasi provvedimento legislativo a tutela delle persone LGBTI, Vitelli paragona gli atti sessuali tra due persone dello stesso sesso a quelle tra un individuo e un animale. Egli conclude altresì con le seguenti frasi deliranti, nelle quali afferma che “il legislatore” non avrebbe mai dovuto accettare né riconoscere socialmente l’omosessualità, blaterando di una supposta lobby gay promotrice di ogni nefandezza:

[A] fronte di una società in cui ormai ad esempio l’omosessualità è normalmente accettata e riconosciuta al punto che da più parti si sostenuta addirittura l’esistenza di una vera e propria lobby omosessuale, il legislatore non solo riconosce come legittima tale scelta sessuale, ma, di fatto, arriva a promuoverla con una legislazione di favore alimentata da una ratio che non potrà che condurre secondo un prevedibile sviluppo logico-giuridico, alla piena equiparazione giuridica delle unioni più diverse (uomo-uomo, donna-donna, essere umano-animale, etc).

Francesco Agnoli

Francesco Agnoli

Sempre dal loro sito, in più, si apprende che “Famiglia Domani” fa parte di un network internazionale, “Voice of the Family”, che contribuisce al Sinodo sulla Famiglia dal 2014. Esso include i canadesi prolife, in tutte le loro forme, ma soprattutto le lobbies statunitensi “Culture of Life” e “Human Life International” (cfr. parte V). Inoltre, nel 2011 l’associazione di Coda Nunziante fondò, organizzò e promosse la “Marcia Nazionale per la Vita” italiana, in collaborazione con il “Movimento Europeo per la la Difesa della Vita e della Dignità Umana” (MEDV), federazione europea presieduta, all’epoca, dal giornalista Francesco Agnoli e fondata dai membri della “Unione Italiana Iniziative Civili in Difesa della Dignità Umana” (UIDIC). Sia il MEDV sia l’UIDIC hanno sede a Verona in piazza Vescovado 5, ossia nelle stanze della Curia vescovile, dunque appartenenti alla Chiesa Cattolica.

Con a capo un comitato ad hoc, la “Marcia per la Vita” è una manifestazione antiabortista che, nella sua prima edizione, si tenne in Lombardia, precisamente a Desenzano sul Garda. A partecipare alla marcia vi furono diversi gruppi del MpV delusi da Casini, così come inappagato era Agnoli, il quale divenne portavoce di queste istanze. Sulle pagine del quotidiano Il Foglio, infatti, egli avviò un dibattito sullo stato di salute della rete tentacolare fondata da Casini, come potete leggere qui, in una raccolta online dell’ennesimo ente prolife, cioè il “Comitato Verità e Vita”, fondato e presieduto per diverso tempo dal giurista Mario Palmaro, su cui tornerò tra poco. Ad accogliere il rinnovamento richiesto da Agnoli, dunque ad aver partecipato a quella prima marcia, furono altresì il Pontificio Consiglio per la Famiglia e poche associazioni e organizzazioni ultra-cattoliche e ultra-conservatrici, tra le quali la romana “Militia Christi”, il cui nome dice molto di sé.

La marcia per il neofascismo

Sempre con l’appoggio dell’Opus Dei, dei Legionari di Cristo, del Vaticano e di altri membri religiosi, gli esponenti più intransigenti delle associazioni cattoliche cominciarono, quindi, a sfilare in Italia, per farla finita con la mediazione politica di Casini e del suo MpV via via più spento. Nel 2012, alla sua seconda edizione, la Marcia fu meno fallimentare della prima e radunò molti più enti cattolici, come potete leggere qui. La città della manifestazione fu Roma e vide sfilare in corteo anche la “Human Life International” e l’allora sindaco Gianni Alemanno, a sua volta già membro del MSI. Tra le associazioni presenti, vi fu anche la ONLUS “Laogai Research Foundation Italia”, fondata da Toni Brandi, presidente, e Francesca Romana Poleggi. La Marcia fu fruttuosa perché, inoltre, diede origine a due organismi: l’associazione “Giuristi per la Vita” di Gianfranco Amato e il mensile Notizie ProVita di Brandi e Poleggi, all’epoca ProLife News, dal titolo molto simile al blog Notizie Pro-Life di Giacomo Rocchi, magistrato e attuale presidente del “Comitato Verità e Vita”.

Mario Palmaro

Mario Palmaro

Alle spalle della fondazione dei due enti, non a caso, vi fu Palmaro, che si impegnò sia come membro del direttivo in una, sia come redattore nell’altra. Se “Giuristi per la Vita”, infatti, nacque dall’incontro tra il “Comitato Verità e Vita” e “Scienza e Vita” di Grosseto, il cui presidente è Amato, Notizie ProVita nacque dalla collaborazione non formale tra quello stesso comitato e la “Laogai”. Non c’è da stupirsi, dunque, che Palmaro, personaggio chiave della svolta associazionistica italiana 2.0, abbia partecipato attivamente alle discussioni anti-gender, con discorsi che partono dalla caduta e dalle sconfitte dei movimenti cattolici e arrivano a voler ricordare una presunta natura malata dell’omosessualità in relazione a una supposta diffusione dell'”infezione” di una società “patologica”, come potete ascoltare qui, qualora aveste uno stomaco resistente all’horror. In più, egli è stato grande amante delle teorie riparative di Nicolosi ed ebbe persino la meravigliosa idea di mischiarle al complottismo infamante sulle lobbies gay, come potete leggere qui, qualora aveste una testa incline al fantasy.

Oltre a Palmaro e Amato, a fondare “Giuristi per la vita” furono altresì Elisabetta Bortoletto Frezza e Patrizia Fermani, due avvocate che hanno seguito fino in fondo le linee dure e polemiche di Agnoli, nei confronti del MpV, e di Palmaro, rispetto alle sconfitte dei movimenti cattolici, ma questa volta traslandole sulle politiche anti-gender. Contrarie a ogni mediazione sui temi dell’omosessualità e della banale tolleranza umana, le due hanno scritto a quattro mani diversi articoli di condanna del Family Day del 2015, del “Comitato Difendiamo i nostri figli” e dell’Associazione “Sì alla famiglia” (cfr. parte IV), come, per esempio, questo, questo e questo. I loro contributi sono tutti pubblicati dal sito ultra-cattolico Riscossa Cristiana, dello storico Paolo Deotto, anche lui membro della prima ora della “Marcia Nazionale per la Vita”. In ogni caso, nell’articolo che per primo vi ho proposto, quello datato 3 giugno 2015, le due donne si divertono ad asserire che l’omosessualità sia una malattia, la cui eventuale tutela giuridica è paragonabile socialmente a un’improbabile apertura a Cosa Nostra oppure a reati quali le rapine, i furti e l’evasione fiscale. Scrivono, altresì, che accogliere le rivendicazioni sessuali sarebbe come dire che, siccome l’ISIS esiste, “si tratta solo di regolamentare i suoi interventi operativi”. Sì, parlano dei terroristi.

Giuristi per la Vita

Giuristi per la Vita

Ciò che, oltre ai nomi dei fondatori, si può apprendere dallo statuto redatto a Milano è l’indirizzo dell’iniziale sede legale di “Giuristi per la Vita”: Piazza Santa Balbina 8 a Roma, ossia la stessa sede del “Comitato Marcia Nazionale per la Vita”, “Famiglia domani” e della “Fondazione Lepanto” di Roberto de Mattei, già esponente del “Fronte Monarchico Giovanile”, fondatore di “Alleanza Cattolica” e, ovviamente, membro di “Famiglia domani”. A quell’indirizzo vi si trova la Basilica di Santa Balbina all’Aventino e l’annesso Istituto Santa Margherita. In sostanza, si tratta di edifici della Diocesi di Roma, appartenenti alla Chiesa Cattolica. Attualmente, invece, la sede legale di “Giuristi per la Vita” è in via Gennaro Astaritta 14 a Roma ed è la stessa della ONLUS di Brandi e Poleggi. Difatti, a cercare nel registro della Agenzia delle entrate dedicato ai soggetti che hanno fatto richiesta per il 5 per mille, la “Laogai Research Foundation Italia” è situata lì.

La “Laogai” è una ONG statunitense, con base a Washington, fondata dall’ex prigioniero politico in Cina, Harry Wu. Wu ha raccontato e denunciato la forma di lavoro forzato del regime cinese nei confronti dei dissidenti, chiusi in queste specie di aree d’imprigionamento che si chiamano laogai. Tutta la questione è cara a Brandi, che decise di interessarsene anni fa, abbandonando il suo lavoro di imprenditore e dedicandosi alla traduzione dei testi di Wu e alla loro diffusione. Nel 2005, pertanto, decise di fondare il primo distaccamento italiano ed europeo della ONG di Washington. Stranamente e per puro caso, si tratta anche di una delle preoccupazioni più grosse della destra radicale, come si può notare nella discussione durante la compilazione della voce “laogai” sull’enciclopedia virtuale e “collettiva” Wikipedia. Qui, infatti, utenti discutono sulla parzialità delle informazioni redatte in merito, soprattutto in riferimento alle connessioni con Alternativa Sociale, federazione di partiti neofascisti.

Non solo, sempre su wikipedia, alla voce “Harry Wu”, è riportata la notizia di un incidente avvenuto a Roma nel quartiere di San Lorenzo, storicamente antifascista. Nel 2006, egli sembra essere stato attaccato da “una cinquantina di attivisti dei Centri sociali, armati di mazze, bastoni e spranghe”, secondo anche l’interrogazione parlamentare del deputato Fabio Rampelli, della destra radicale. Niente aiuta a comprendere come mai un gesto simile sia avvenuto e perché, l’unico pensiero deducibile può essere quello di un’approssimativa equazione tra la violenza dei disobbedienti antagonisti e quella dei comunisti cinesi. In realtà, cercando su blog e forum, si scopre che ci sarebbe dovuta essere, sì, una presentazione del libro di Wu, come scritto anche su wikipedia, ma con la presenza di neofascisti, appartenenti soprattutto al partito Forza Nuova (si legga, per esempio, qui). Di conseguenza, dei militanti di estrema sinistra hanno pensato di intervenire.

Toni Brandi a CASAITALIA

Toni Brandi a CASAITALIA

D’altronde, Harry Wu è tanto caro pure ai neofascisti che lo hanno aiutato ad attraversare l’Europa per fargli raccontare l’esperienza nei laogai, al partito della Lega Nord e al Vaticano, come ci fanno sapere gli stessi membri di Forza Nuova qui, nel resoconto di un convegno del 2005 tenutosi a Crotone con Roberto Fiore, segretario del partito, e Toni Brandi, invitato non presente per via di un aereo perso. Quindi, già nel 2005, l’anno precedente ai fatti di Roma, Forza Nuova, Wu e Brandi si erano incrociati e, in verità, lo hanno fatto più volte, per esempio a Milano o a L’Aquila. Come se non bastasse, ancora nel 2009, Brandi presentò i laogai presso “lo spazio sociale/libreria non conforme CASAITALIA” di Bolzano, ossia un distaccamento dei neofascisti romani di CasaPound, come potete vedere nel video qui. Ciliegina sulla torta, a compimento di tutto, nel 2010 Brandi è stato anche relatore di una conferenza alla “Domus Marcel Lefebvre” di Floriano Abrahamowicz, prete molto vicino alla Lega Nord e, da buon lefebvriano, sinceramente negazionista rispetto all’Olocausto. Si tratta, per chi non lo sapesse, di quel prete che celebrò la messa in suffragio del nazista Erich Priebke.

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