Di chi parliamo quando parlano di gender [7]

Notizie ProVita: Cattolici ed estremisti

… they say things beyond belief
that sting and leave you wincing
John Grant – Glacier

Siamo giunti, fin qui, a comprendere la nascita di “Giuristi per la Vita”, associazione cattolica anti-gender presieduta da Gianfranco Amato. Essa è vicina alle tecniche delle lobbies statunitensi e nacque in seno alla “Marcia Nazionale per la Vita”, le cui influenze si riassumono nelle posizioni ultra-conservatrici dei suoi membri e nell’origine tra partiti neofascisti e organizzazioni cattoliche. Abbiamo, altresì, inquadrato la figura di Toni Brandi, a capo della “Laogai Research Foundation Italia” e di Notizie ProVita, mensile cartaceo e sito prolife e anti-gender. Egli è vicino alle forze neofasciste italiane e al prete lefebvriano Abrahamowicz. Adesso, invece, indagheremo di più sulle effettive connessioni tra l’associazionismo cattolico, Brandi, i neofascisti e i lefebvriani. Il percorso è il medesimo, sempre: dal Vaticano all’estrema destra, dalla lotta contro le politiche abortive alla battaglia contro i diritti per le persone LGBTI. Stavolta, inoltre, attraverseremo anche intenzioni teocratico-dittatoriali e la Russia di Putin.

Parte VII

Notizie ProLefebvre

Nel 2014, sotto la presidenza di Vincenzo Paglia, il Pontificio Consiglio per la Famiglia inviò un’altra lettera di sostegno alle iniziative dell’ex tesoriere del MSI Coda Nunziante, in qualità di membro del “Comitato Marcia Nazionale per la Vita”. Infatti, anche in quell’anno l’estrema destra accompagnò la marcia antiabortista formata da gruppi cattolici, personalità politiche (tra cui il sindaco di Roma dell’epoca, Gianni Alemanno) e congregazioni religiose, come ci fa sapere sulle pagine di Notizie ProVita il giornalista Giuseppe Rusconi. Egli appunta tutti i partecipanti e sottolinea che vi furono “canti sacri come Christus vincit (cantato dalla Fraternità sacerdotale San Pio X di Albano) o vandeani (gruppo di Forza Nuova)”. In sostanza, vi aderirono i cattolici in tutte le loro moltiplicazioni e in allegro spirito di squadrismo con lefebvriani e neofascisti anti-Illuminismo. Ancora una volta, si ricorda l’appartenenza politica della marcia, promossa e organizzata fin dall’esordio da membri schierati all’ombra del Duce.

Infatti, a essere vicini a quegli ambienti così revisionisti e poco democratici non sono solamente l’associazione “Famiglia Domani” di Coda Nunziante o la “Fondazione Lepanto” di de Mattei, ma anche lo stesso giornale prolife di Brandi e i due organismi da lui presieduti (la “Laogai Research Foundation Italia” e la ONLUS “ProVita”), tutti interrelati alla Fraternità sacerdotale San Pio X (FSSPX), ossia ai lefebvriani, e alle organizzazioni neo-fasciste, nostalgiche dei treni che arrivano in orario e soprattutto senza froci né puttane né mangia-bambini. Invero, per le pagine del suo stesso giornale, l’ex-imprenditore Brandi rilasciò un’intervista a Enrico Verrazzani, consigliere di Arezzo e candidato per Alleanza Nazionale che già difese il parroco Virgilio Annetti allorché questi invocò il nazista Heinrich Himmler per fare pulizia etnica ed eliminare i rom una volta per tutte. A ogni modo, in quel colloquio Brandi rivela a Verrazzani di non essere stato sempre cattolico, bensì solo a partire dal 1991, quando si convertì “dopo una confessione di due ore con father Paul Morgan, un prete di 27 anni”. Morgan fu ordinato sacerdote a Écône, in Svizzera, direttamente da Marcel Lefebvre nel 1988.

Marcel Lefebvre

Marcel Lefebvre

Il 1988 è l’anno in cui Lefebvre fu allontanato dalla Chiesa e scomunicato dopo diversi tentativi di riappacificazione, condotti in particolare dal Cardinale Gagnon, allora a capo del Pontificio Consiglio per la Famiglia – ossia lo stesso che invitò i neofascisti di “Famiglia domani” a fondare la loro associazione (cfr. parte VI). Non proprio casualmente, infatti, Gagnon era ben visto dai lefebvriani perché considerato il più vicino alle loro cause, a detta degli stessi interessati. La frattura da sanare dipendeva dalle scelte di modernizzazione della Chiesa in seguito al Concilio Vaticano II che, secondo Lefebvre, avrebbe così dato spazio a comunisti, ebrei e massoni. Tuttavia, nonostante gli inviti a desistere da questa posizione e i vari tentativi di compromesso compiuti da Papa Giovanni Paolo II, la FSSPX ordinò quattro vescovi, tra cui il negazionista e filo-nazista Richard Williamson, il giorno dopo l’ordinazione di Morgan. Avendo scalzato la gerarchia ecclesiastica, la comunità di Écône fu scomunicata in modo definitivo, con una decisione che avvenne comunque tre anni dopo la dichiarazione di Lefebvre rilasciata al quotidiano neofascista del MSI Il Secolo. Su quelle pagine del 1985, infatti, egli affermò che, a suo modo di interpretare il mondo, sarebbe stato il caso di votare Jean-Marie Le Pen in Francia, poiché c’era bisogno di un governo europeo come quello di Francisco Franco o di António de Oliveira Salazar, dittatori fascisti in Spagna e in Portogallo fino agli anni Settanta; una posizione simile, in fin dei conti, a quella di Josemaría Escrivá de Balaguer, l’addirittura santificato fondatore dell’Opus Dei.

Dunque, a veder da vicino la “Marcia Nazionale per la Vita”, non c’è da stupirsi se manifestano cattolici, neofascisti e lefebvriani gli uni accanto agli altri, visto che i legami che intercorrono tra le tre “formazioni sociali specifiche” sono tanti e molteplici. Tra i maggiori sostenitori della marcia, in fondo, vi è stato anche Palmaro, a capo del Comitato Verità e Vita, vicino ai movimenti di Casini, fondatore di Giuristi per la Vita e Notizie ProVita e, soprattutto, grande esperto della FSSPX. Egli si dedicò più volte al “tradizionalismo” di Lefebvre, fino a scriverci due libri e diversi articoli in coppia con il giornalista Alessandro Gnocchi. Difese a spada tratta la congregazione, applaudendo nel 2009 la scelta di revoca della scomunica da parte di Papa Benedetto XVI e rivendicando con orgoglio la posizione più retrograda, ferma e conservatrice della Chiesa (cioè una posizione che lasciasse spazio, evidentemente, a politiche teocratiche riassumibili nelle tre parole “Dio, patria, famiglia”). Ostili a ogni apertura civile e sociale del Vaticano, affermando le loro distanze da Papa Francesco, Palmaro e Gnocchi furono addirittura allontanati dalla rete radiofonica cattolica per eccellenza, cioè Radio Maria, esattamente come de Mattei.

La croce celtica, eletta a simbolo fascista

La croce celtica, eletta a simbolo fascista

Notizie ProFasci

D’altra parte, non c’è strappo alla regola neanche quando la “Laogai” di Brandi si recò nel 2010 alla “Domus Lefebvre” di Abrahamowicz, come abbiamo visto in precedenza. I legami tra estrema destra e lefebvriani, infatti, è ampiamente documentato, come si può leggere anche nell’articolo del 2013 scritto per la rivista MicroMega dal giornalista Guido Caldiron, esperto dei movimenti neofascisti. Brandi, peraltro, alla “Domus Lefebvre” non ci andò da solo, bensì fu accompagnato dall’ingegnere Andrea Giovanazzi della “Associazione La Torre” di Volano, in provincia di Treviso. Poi, due anni più tardi, “La Torre” organizzò una mostra per spiegare i laogai, in collaborazione con Brandi, già incrociato da loro in diverse occasioni, con o senza Francesca Romana Poleggi o Harry Wu. Anche senza conoscerli, ciò che salta agli occhi è il logo scelto dai giovani di Volano. Esso è molto simile a una croce celtica, nonostante (o forse, piuttosto, rafforzato da) le loro spiegazioni sul senso della storia, dei cicli e della trinità.

Il logo della

Il logo della “Associazione La Torre”

Giovanazzi, non a caso, fa parte della redazione di Notizie ProVita fin dal primo numero dell’ottobre 2012, insieme a Brandi, Poleggi e Palmaro. Presentato prima a Roma nel Palazzo Valentini e, un mese dopo, a Rovereto, nella città del socio de “La Torre”, il mensile vide stringersi a sé anche Agnoli e Federico Iadicicco, attuale esponente del partito Fratelli d’Italia. Iadicicco fu altresì membro di Alleanza Nazionale e presidente di Azione Giovani. Per capire di chi stiamo parlando, basta dire che, nel 2008, egli non trovava motivi per dichiararsi antifascista, come scrisse al politico di estrema destra Gianfranco Fini, e chiosò: “[N]oi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti”. Qualche mese più tardi, invece, Notizie ProVita fu presentato a Milano dal collaboratore Alessandro Fiore. Era il febbraio del 2013 e il luogo deputato fu il “Presidio Milano”, sede dell’omonima associazione neofascista che ingloba in sé associazioni neofasciste, tra cui Forza Nuova che dirige i lavori.

Che Fiore, come Giovanazzi e Brandi, sia vicino a Forza Nuova e ai lefebvriani della FSSPX lo confermano tutti i collegamenti che si possono trovare sulla rete Internet, di ospitate, convegni, rimbalzi di notizie e via dicendo. È sufficiente leggere qui, qui, qui, qui, oppure vedere qui e anche qui, senza dimenticare le pagine di Facebook o le relazioni dei neofascisti con Gianfranco Amato e con la pregiudicata di Forza Nuova e Notizie ProVita, Maria Borgia. Dunque, tra un braccio alzato e una croce celtica, le battaglie contro l’aborto o i diritti delle persone LGBTI si fanno tra camerati, strizzando l’occhio a chi sostiene che le camere a gas non siano mai esistite e che, in fondo, la colpa è davvero degli ebrei e dei comunisti, oltre che degli omosessuali e delle femministe. In ogni caso, dal maggio del 2013, Fiore è capo-redattore di ProVita, insieme a Brandi e Giovanazzi.

Probabilmente vi inquieterà – ma di certo non vi stupirà – sapere che, inoltre, Brandi e camerati hanno anche sostenuto tutte le scelte omofobe della Russia, eleggendola come nazione a difesa della famiglia. Seguendo le linee di Austin Ruse e dei “giuristi per la vita americani”, come ebbe a etichettare Massimo Introvigne la “Alliance Defending Freedom” (ADF), Notizie ProVita elogia il Presidente russo Putin, il quale è notoriamente oppressivo nei confronti delle persone LGBTI, arrivando persino a non disdegnare atti di violenza fisica. Tra i neofascisti anti-gender, lo si stima talmente tanto che vennero organizzati diversi tour italiani di Alexey Komov.

Alexey Komov

Alexey Komov

Komov è presidente della “Familypolicy.ru”, organizzazione pro-family russa fondata dallo “Howard Center for Family, Religion and Society”, portavoce della “Commissione sulla famiglia” del Patriarcato di Mosca (ossia la Chiesa Ortodossa) e ambasciatore russo del “World Congress of Families” (Congresso Mondiale delle Famiglie). Si ricordi che il Congresso è uno degli strumenti ultra-conservatori principali delle tecniche di lobbying all’ONU, già sponsorizzato dal C-Fam di Ruse e finanziato dall’ex “Rockford Istitute”, ossia lo “Howard Center” (cfr. parte V). In sintesi, Komov, come Amato e Brandi, è molto vicino alle pratiche e ai soldi delle lobbies nordamericane.

Sviluppati nei mesi di febbraio, giugno e novembre del 2014, più gennaio del 2015, i tour di ProVita e Komov hanno toccato molte città italiane e hanno avuto l’appoggio e l’aiuto di qualche comune, come quelli di Assisi e Perugia; delle reti cattoliche, dal “MpV” al “Forum delle Famiglie”; delle reti anti-gender, dal “Comitato Sì alla famiglia” a “Scienza & Vita”; finanche della Lega Nord e, immancabilmente, dell’estrema destra, in particolare la rivista Ordine Futuro, riconducibile a Forza Nuova e a organismi adiacenti, e l’associazione veneta “Officine Identitarie”, operativa grazie anche al contributo del circolo cattolico di Verona “Christus Rex”. In questi incontri, oltre alle affermazioni di Komov, vi fu spazio anche per il pericolosissimo e violento documentario della televisione russa Sodom. Il primo convegno, comunque, fu tenuto a Rovereto, in collaborazione con “La Torre”. Come si potrà intuire, il triveneto resta l’area principale di azione di Notizie ProVita.

Credete sia finita qui? Vi lascio un’ultima suggestione. Brandi e camerati lavorano a stretto contatto con “Christus Rex”, il cui sito agerecontra.it, alla pagina dedicata alle collaborazioni, elenca i soggetti che dal 2015 operano con loro: l’ex radicale Danilo Quinto, ora vicino alla “Marcia per la Vita”; il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore; Radio FN di Forza Nuova; diversi siti di disinformazione cattolica, come BastaBugie e NoCensura; i già citati “Presidio Milano” e Ordine Futuro; il periodico Gladio, redatto da “Continuità Ideale”, ossia il “Raggruppamento combattenti e reduci RSI Italia” (!); l’associazione “La Torre” e Notizie ProVita. Uno dei portavoci di “Christus Rex” è tale Matteo Castagna, marito della candidata per Forza Nuova alla Camera dei Deputati, tale Silvia Rinaldi. Insieme, Castagna e Rinaldi hanno pubblicato un video tristemente esilarante contro l’omosessualità sulla piattaforma youtube.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...