Di chi parliamo quando parlano di gender [8]

Notizie ProVita a responsabilità limitata

… Due parole adesso sul giornale.
FUORI!, giugno 1972

Dunque, di chi parliamo quando parlano di gender? Abbiamo visto, fino a questo punto, che dietro alcuni gruppi di pressione si intravedono, in modo più o meno diretto, il Vaticano e le lobbies statunitensi. Siamo giunti, poi, a incastrarci in un percorso che univa tradizionalisti cattolici, lefebvriani, russi e, soprattutto, l’estrema destra. Ma se invece non fosse così, se fosse solo un’interpretazione erronea dei fatti, nonostante le amicizie tra Brandi, Fiore, Giovanazzi, Abrahamowicz e Castagna, rintracciabili anche sul social network Facebook? Proviamo, allora, a dare un’occhiata al mensile Notizie ProVita in sé e speriamo di smentire ogni reale collegamento con eventuali esponenti neofascisti.

Parte VIII

Figli di una cooperativa

Pubblicato nell’ottobre del 2012, il primo numero di Notizie ProVita è recuperabile integralmente online in formato PDF dallo stesso sito della rivista, mentre dei successivi si trovano gli estratti delle prime pagine. Scorrendolo, si nota che gli articoli iniziali hanno avuto come temi i cinesi anti-Cina, la “Marcia Nazionale per la Vita” e l’aborto, i Giuristi per la Vita e Gianfranco Amato, ossia tutto ciò che ha contribuito alla nascita del mensile. Quindi, ancorché prevedibili, i contenuti sono di fatto in linea con le campagne e l’origine della testata, più che con una deriva propriamente neofascista. Dedichiamoci, a questo punto, a controllare gli elementi del “peritesto”, cioè le informazioni aggiuntive di un oggetto testuale che prescindono dalle parole scritte dagli autori negli articoli, pur circoscrivendolo in un contesto preciso (si pensi, per esempio, al frontespizio o ai dati dell’editore e della redazione).

Possiamo vedere che la rivista aveva normalmente un costo di tre euro e cinquanta centesimi che, dal gennaio del 2014, si è abbassato a due euro e ottanta. Il logo riporta chiaramente la parola “Notizie” in alto, a sinistra, e “PROVITA” al centro, in maiuscolo. Nella parte bassa a sinistra, vi si legge anche “Infosportpagine”, dicitura che scomparirà a partire dall’aprile del 2014, mentre, a partire dal secondo numero, il titolo sovrasta il motto “a nome di chi non può parlare”, in evidente riferimento all’aborto. Ma perché infosport? Che cosa c’entra lo sport con l’aborto o la famiglia? Impegniamoci a capire di più e leggiamo il colophon con i dati editoriali, posto nella prima pagina, a destra del sommario. Vi si legge che il titolo completo della testata è, effettivamente, Infosportpagine-ProVita, il quale resterà immutato sempre fino all’aprile del 2014. Come mai? Ma non si chiama Notizie ProVita e basta? Proviamo a capire che cosa cambiò, innanzitutto, tra il marzo e l’aprile 2014, allorché la strana dicitura venne eliminata.

Salta fuori che la differenza la fa l’editore, poiché venne fondata e riconosciuta la “ProVita ONLUS” che cominciò a gestire direttamente il periodico, come indicato nel colophon del diciottesimo numero (e successivi). Fino a quel momento, invece, a pubblicarlo era stata la cooperativa giornalistica “M.P.”. Per la stessa ragione, cambiarono altresì gli strumenti utili alle donazioni che, anziché essere depositate su un conto corrente della Banca di Puglia e Basilicata intestato a “M.P.”, iniziarono a essere sollecitate attraverso il cinque per mille e il codice fiscale della ONLUS, la quale si appoggia ancora oggi alla Cassa Rurale Alta Vallagarina di Volano. Ma che cos’è questa cooperativa “M.P.”? E per quale motivo il primo numero della rivista è invece l’ottavo, come si legge sia nel frontespizio sia nel colophon?

mpSul sito del Registro delle Imprese, la cooperativa giornalistica a responsabilità limitata “M.P.” risulta avere tre sedi dislocate: quella legale, in via Marlengo 49/B a Merano, in provincia di Bolzano; quella amministrativa, in via Nicola Sala s.n.c. (senza numero civico) a Benevento; l’ufficio, in via della Caffarelletta 7 a Roma. La cosa strana è, poi, l’attività registrata dalla cooperativa, lungi dall’essere giornalistica. Infatti, anche controllando il codice ATECO (96.09.05), “M.P.” pare che svolga un’attività dedita a “servizi di intrattenimento alle imprese e alle associazioni nazionali riconosciute con relative prestazioni connesse (organizzazioni feste, pubblicazioni inviti, consegne pubblicazioni varie)”. Intrattenimento e organizzazione di feste? Con calma, controlliamo le sedi.

  • In via Marlengo 49/B a Merano risulta esserci un’impresa di pulizie dei pubblicisti Adriano Agosti e Giorgio Venturi, ossia la società in accomandita semplice “Alto Adige“. Già co-autore del testo Merano… e il nuovo ordine mondiale, Venturi è altresì presidente dell’associazione teatrale “Sipario Amico“, situata sempre allo stesso indirizzo, così come la società in nome collettivo “Media Project“.
  • La sede amministrativa di Benevento, invece, è in una via abbastanza lunga, senza che sia dato sapere dove è situata esattamente, poiché mancante di numero civico. Allo stesso modo, non abbiamo dettagli altri sulla sua attività, fuori dal codice ATECO 82.99.99 (che include anche “organizzazione di raccolta fondi per conto terzi”,  “volantinaggio” e “affissione di manifesti”).
  • Aggiunto nel marzo del 2013, l’ufficio in sede romana dovrebbe servire per “altre elaborazioni elettroniche di dati”, “altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica” e “organizzazione di feste e di cerimonie”. Dall’agosto del 2014, viene specificato che esso serve a dare “assistenza informatica nell’elaborazione e produzione di dati/di supporti informatici”. In sintesi, molto probabilmente, qui si gestiva il sito di ProVita, se non fosse che fino al 2013 in via della Caffarelletta 7 vi era un punto SNAI (per le scommesse e i concorsi a pronostici), sostituito poi da un negozio gestito da cinesi. Piuttosto, l’indirizzo esatto dovrebbe essere largo della Caffarelletta 7, là dove risultava esserci la sede legale della “Laogai Research Foundation” prima di trasferirsi in via Astaritta 14 con i “Giuristi per la Vita”. Sempre a largo della Caffarelletta 7, d’altra parte, vi è la sede del “Comitato Di mamma ce n’è una sola” delle deputate Eugenia Roccella e Olimpia Tarzia, quest’ultima già fondatrice del “Movimento per la Vita”, di  “Scienza e Vita” e del “Movimento PER – Politica, Etica, Responsabilità”. Nel comitato vi figurano anche Francesco Agnoli e Francesca Romana Poleggi.

A responsabilità limitata

A Merano, la piccola società cooperativa giornalistica a responsabilità limitata “Opinioni” pubblicava tre mensili del pubblicista Agosti, ossia Info Pagine, nato nel 2002, Info Sport Pagine, 2003, e Il popolo della Democrazia Cristiana, 2004. Purtroppo, però, gli affari non devono essere andati benissimo, visto che nel 2005 fu costituita “M.P.”, nata dalla compravendita della “Opinioni”, ormai in liquidazione, e della società “Media Project”. “M.P.”, il cui amministratore unico era Giorgio Venturi, fu correttamente inserita nel Registro provinciale delle cooperative di Bolzano e riprese a pubblicare, sebbene in modo saltuario, Info Sport Pagine Alto Adige, il giornale di Agosti autorizzato dal Tribunale di Bolzano l’11 aprile 2003 e registrato con numero 06/03. Nel 2007, poi, l’editore diede alle stampe anche un libretto del generale Antonio Mautone, nel quale vennero riuniti alcuni articoli scritti proprio per quel mensile.

Non durò molto perché, nell’ottobre del 2011, la cooperativa “M.P.” fu acquisita da alcuni giovani di Benevento. Il drammaturgo e regista teatrale Giuseppe Fonzo ne divenne presidente del consiglio di amministrazione, mentre i pubblicisti Alessandro Maglione e Giulia Liana De Minico ne ricoprirono la carica di consiglieri. Nel dicembre dello stesso anno, la sede amministrativa di “M.P.” – a Benevento – fu, perciò, aggiunta come secondaria. Volendosi impegnare per la propria città, i ragazzi cercarono di produrre qualcosa di culturale e, così, pubblicarono il mensile Il Duende, nato nel marzo del 2012 grazie alle possibilità offerte dalla cooperativa ormai trentino-sannita. Esso manteneva la dicitura Info Sport Pagine, lasciava Agosti come Direttore Responsabile e utilizzava l’autorizzazione del tribunale di Bolzano del 2003. L’avventura giornalistica, però, terminò anche in questo caso: dopo qualche mese, in ottobre, e con un totale di sei numeri pubblicati, Il Duende scomparve. Il perché non è chiaro e non vi è traccia di alcuna informazione pubblica, né sui social network né sugli organi di stampa.

Il Duende MPEppure, il mensile fu presentato a Benevento in compagnia di politici locali, con il “Caffè Strega” del noto marchio di liquori e la “Rapida Vis – Poste Private” a fare da sponsor. Ciò che si sa, piuttosto, è che immediatamente dopo, in quell’ottobre del 2012, nacque Notizie ProVita, giornale che seguì – si può ipotizzare – una numerazione dovuta a Il Duende: da primo numero a numero ottavo, contando i mesi da marzo a ottobre. D’altronde, l’autorizzazione del tribunale restò ancora quella di Bolzano del 2003 per Info Sport Pagine. Infatti, alla pagina 80 del documento del 2014 redatto dalla “Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni” (AGCOM), là dove sono elencati gli “assetti proprietari dichiarati dalle Imprese richiedenti i contributi per l’anno 2012”, “M.P.” risulta l’editore della testata Info Sport Pagine ProVita e a dirigere il mensile sarebbe il meranese Agosti, sebbene questi non figuri mai neanche all’interno dei colophon. Si legge che il capitale totale della cooperativa era di 90 euro, distribuito tra tre soci, i quali possedevano ciascuno il 33,33% delle quote, 30 euro a testa dunque. Essi erano Maglione, De Minico e Antonio Caporaso.

Caporaso, classe 1983, giornalista, ha scritto per diversi anni sul giornale Il Sannio Quotidiano del politico di Forza Italia Luca Colasanto, proprietario della cooperativa giornalistica Pagine Sannite, balzata alle cronache, anche parlamentari, per via di ingenti somme di denaro pubblico (parliamo di diversi milioni di euro) avuti attraverso i contributi all’editoria. Altro dato interessante è il blog di Caporaso, da cui si evince che le sue simpatie politiche vadano chiaramente in direzione neofascista. Egli è stato, d’altronde, responsabile provinciale di Forza Nuova Benevento, assieme al fratello Andrea. Nel dicembre del 2011, i due parteciparono al secondo congresso del partito al Grand Hotel Duca D’Este di Tivoli (RM), insieme al segretario nazionale Roberto Fiore, all’eurodeputato inglese neofascista Nick Griffin, all’anglo-irlandese neofascista Derek Holland e al prete lefebvriano Giulio Maria Tam, amico stretto di Lefebvre e neofascista convinto. Andrea Caporaso fu, anche, candidato alle elezioni europee del 2009 nella lista di Forza Nuova e candidato alla Camera dei Deputati nel 2013, sempre per lo stesso partito.

Nel nome di chi non può parlare

Inoltre, dal maggio del 2013 fino al 2014, il presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa “M.P.” non fu più Fonzo, estromesso del tutto dai giochi, bensì un altro sannita. Parliamo di Beniamino Iannace, già implicato nella produzione de Il Duende. Al contrario degli altri soci De Minico, Maglione e Caporaso, egli compare nei colophon di Notizie ProVita in qualità di Direttore Amministrativo. “Italiano per grazia di Dio, fascista per irrinunciabile scelta”, come si autodefinì, Iannace è avvocato, dirige la “Italiana Servizi Postali” ed è un politico: nel 2009 si candidò alle elezioni europee tra le file di Forza Nuova e partecipò al secondo congresso del partito nel 2011, prima di passare al Nuovo Centro Destra ed essere “assoldato” nel maggio del 2015 dalla deputata Nunzia De Girolamo (attualmente Forza Italia). In più, il segretario “forzanovista” Roberto Fiore è una conoscenza diretta del giovane avvocato, come testimoniato pubblicamente su Facebook. Per esempio, si scopre che, nel maggio del 2010, Iannace e Fiore andarono alla bielorussa Minsk State Linguistic University come “delegati”, insieme al proprietario del “Caffè Strega” di Benevento, Luca Mostacciuolo, e all’imprenditore Alfredo Furno.

Beniamino Iannace

Beniamino Iannace

Dal 23 dicembre 2010 e fino all’aprile del 2013, Iannace aveva finanche costituto una società a responsabilità limitata, la “Rapida Vis”, che sponsorizzò il giornale dei giovani di Benevento. Tutt’ora esistente, sebbene inattiva, essa ha sede legale a Roma, in via Cadlolo 90, e sede locale a Benevento, in via Toma snc, Palazzo De Santis. Si tratta di un’azienda che si occupava, in sintesi, di servizi postali e che distribuì il primo numero di Notizie ProVita, così come molti dei successivi. A questo punto, sapendo che l’indirizzo di redazione de Il Duende è al piano terra di via N. Sala snc, Palazzo De Santis, ossia una sorta di crasi tra la sede amministrativa di “M.P.” e la sede locale di “Rapida Vis”, si può supporre che si tratti sempre dello stesso luogo per tutti e tre gli organismi? Difatti, via Toma e via Nicola Sala si incrociano, esattamente dove c’era l’ufficio postale, come dichiarato sulla pagina Facebook della “Rapida Vis” – lì dove sembrerebbe ergersi il Palazzo De Santis (via Toma 8?). Se così fosse, la sede amministrativa di Notizie ProVita coinciderebbe con la sede di un suo distributore e tutto porterebbe a Iannace. O a Forza Nuova?

Invero, sul colophon del mensile viene riportata, giustamente, la sede legale di “Rapida Vis”. E che cosa c’è a Roma in via Cadlolo 90? Tra le tante cose, il caso vuole che vi risieda (o vi abbia risieduto, sicuramente fino al 2013) Roberto Fiore, che vi sia la segreteria nazionale di Forza Nuova e la sede principale della rete pan-europea neofascista “Alliance for Peace and Freedom”. Non solo. Cercando la società sul web, viene fuori anche il curriculum vitae di Matteo Stella, già dirigente di Lotta Studentesca, presidente della ONLUS forzanovista “Evita Peron”, membro di un’altra ONLUS forzanovista denominata “Solidarietà Nazionale”, candidato nel 2013 come consigliere comunale di Roma e nel 2015 come sindaco di Albano (RM), sempre tra le file del partito di Fiore. Non uno qualunque dunque, Stella – si legge nel curriculum – ha lavorato dal gennaio del 2011 al settembre dello stesso anno alla segreteria di via Cadlolo 90; poi, fino al marzo del 2012, alla preparazione di un mensile, News Pro Life; successivamente, fino al giugno del 2012, per la “Rapida Vis”.

Il mensile News Pro Life era dunque Notizie ProVita? E se sì, perché lo si stava preparando quando la “M.P.” passò ai ragazzi di Benevento, prima ancora che vi fosse persino Il Duende? Perché il periodico anti-abortista e pro-family fu preparato in via Appia Antica 249/B, ossia nella Villa Dino (Editore) di Salvatore Dino, specializzata in libri pregiati (placcati in oro) su Mussolini? Come mai Stella passa dal cercare articoli per Notizie ProVita a lavorare per Iannace in un’azienda romano-sannita così prossima a Fiore e al suo partito? Quando Toni Brandi dice a Verrazzani (cfr. parte VII) che “[a]bbiamo creato una nuova rivista perché ci siamo resi conto della necessità di un periodico cartaceo che non accetti compromessi o il male minore”, di chi parla? Chi è compreso nel “noi” taciuto? Quando afferma che “noi dobbiamo fare come ha fatto il movimento “Youth Defense” in Irlanda”, sa che il principale portavoce, Justin Barrett, era legato a Fiore, Griffin e Holland (ossia alla International Third Position) e agli ambienti neofascisti e neonazisti? È un caso che i principali obiettivi di Forza Nuova siano proprio le lotte contro la legge Mancino, l’aborto e gli omosessuali? Infine, come girano i soldi?

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