Dio, Patria, Famiglia e Fondi Pubblici: Forza Nuova chiede finanziamenti europei per un milione di euro

(Far riemergere un mondo sommerso che tale vuole rimanere non è semplice. Pertanto, consiglio di leggere questo articolo facendo riferimento anche ai collegamenti inter-testuali. Per dovere di sintesi, cioè, molte informazioni contenute nei link le ho deliberatamente lasciate alla vostra curiosità e scoperta. Per questo mi scuso.)

… perché, se sapessero e conoscessero le nostre vite di combattenti e di militanti, capirebbero che quelle idee sono pericolose ma questi uomini sono pericolosissimi.
Roberto Fiore, 11 febbraio 2017, Genova

Il 17 gennaio 2017, il sito Notizie ProVita è l’unico mezzo di comunicazione italiano a lanciare una notizia abbastanza rilevante: nel settembre del 2016 è stato riconosciuto dal Parlamento Europeo un nuovo partito denominato Coalition pour la Vie et la Famille (CVF). La CVF, si legge, è presieduta dal belga Alain Escada del partito francese (già associazione) Civitas e si prefigge di “contrastare la diffusione di leggi mortifere”, come quelle sull’aborto o sull’eutanasia, e di leggi contrarie alla definizione di matrimonio come unione tra un uomo e una donna. In più, CVF vuole “opporsi alla propaganda dell’ideologia gender”, alla gestazione per altri, alla procreazione medicalmente assistita e al “transumanesimo” (sic). Dunque, che cos’è questo nuovo partito? Chi lo gestisce?

La Coalition pour la Vie et la Famille

CVF 15 settembre 2016

Fonte: coalitionlifeandfamily.com; più precisamente qui

Teoricamente, la Coalition pour la Vie et la Famille fu presentata il 15 settembre a Bruxelles, in Avenue de la Brabançonne 84 (dove si troverebbe la libreria del presidente di Civitas). Sarebbero stati presenti Alain Escada, in qualità di presidente, e l’italiano Stefano Pistilli, in qualità di segretario generale. Tutto ciò lo sappiamo da un breve, nonché unico, resoconto [qui la versione salvata nel webarchive il 22 dicembre 2016] che ci è stato fornito dal sito Patriot News Agency, piattaforma creata nel luglio del 2016 dall’attivista di estrema destra Jim Dowson insieme, apparentemente, a Nick Griffin, storico alleato e amico del segretario di Forza Nuova Roberto Fiore. In seguito a un articolo del quotidiano New York Times, Patriot News è salito alla ribalta delle cronache nel dicembre del 2016 perché indicato come uno dei principali diffusori della propaganda pro-Trump, con tanto di bufale create ad hoc. Dowson, d’altra parte, non solo faceva parte del British National Party di Nick Griffin (prima di fondare il suo Britain First), ma è egli stesso una vecchia conoscenza di Fiore. Negli ultimi anni, infatti, Griffin, Dowson e Fiore si sono incontrati almeno due volte: nel 2015 a San Pietroburgo per l’ormai tristemente celebre International Russian Conservative Forum e nel 2016 a Budapest. Vista così la situazione, si potrebbe sostenere che – fin dall’inizio – a far da cassa di risonanza per la costituzione della Coalition pour la Vie et la Famille sia il mondo gravitante attorno a un altro partito europeo, ossia l’Alliance for Peace and Freedom (APF) presieduta da Fiore e di cui è membro Nick Griffin. D’altra parte, della APF fa o – forse – ha fatto parte la sezione nord-irlandese di Britain First (fondata sempre da Dowson), almeno secondo quanto dichiarato dal sito medias-presse.info, curato proprio dai tipi di Civitas. L’ipotesi, dunque, non sarebbe azzardata. Solo che noi andiamo con calma e non ci lasciamo distrarre dall’assenza di notizie riguardo alla CVF su altri organi d’informazione. Né, tanto meno, dal fatto che quella presentazione non ebbe mai luogo, al contrario di quanto affermato su Patriot News, visto che il 15 settembre 2016 Alain Escada era a Parigi a presentare Civitas come partito politico, senza la compagnia del segretario di CVF Stefano Pistilli.

Escada

Alain Escada, presidente di Civitas e della Coalition pour la Vie et la Famille

Civitas e i neofascisti francesi: Gabriac, Benedetti, Wyssa

Da sempre vicina alla frangia più estremista della Fraternità Sacerdotale di San Pio X (FSSPX) e membro attivo delle manifestazioni anti-gay e anti-gender in Francia, Civitas nacque come associazione nel 1999 ed è divenuta partito nell’aprile del 2016, prima di puntare al Parlamento Europeo con la CVF nel settembre scorso. Il sito antifascista francese La Horde ne ha tracciato un profilo abbastanza completo in un lungo articolo composto da due parti, recuperabili qui e qui. In ogni caso, i rapporti che il presidente di Civitas e di CVF Alain Escada ha tessuto nel corso degli anni sono innumerevoli e spesso intrecciati con gli ambienti neofascisti. Negli ultimi tempi, per esempio, Escada è riuscito ad assoldare Alexandre Gabriac, candidato di Civitas per le legislative del 2017 in Francia ed ex militante neonazista del Front National che, espulso dal partito, fondò le disciolte Jeunesses Nationalistes (JN). Benedetti Gabriac MariageInsieme, nel 2012 e nel 2013, Civitas e JN hanno incarnato la corrente orgogliosamente neofascista e violenta delle manifestazioni francesi contro la così detta Loi Taubira sul matrimonio egualitario. Gabriac fu espulso nel 2011 dal Front National insieme a Yvan Benedetti e Olivier Wyssa, rappresentando i tre la corrente interna al partito capeggiata da Bruno Gollnish, eurodeputato fedelissimo di Jean-Marie Le Pen e vecchia conoscenza di Nick Griffin (con cui fondò il partito europeo Alliance of European National Movements – AENM). Allontanato perché antisemita dal Front National, invece, Benedetti era a capo della disciolta Œuvre Française ed è attualmente portavoce del Parti Nationaliste Français (PNF – sic!). Mentre Wyssa – a suo dire – dimissionò dal Front National con l’arrivo alla presidenza di Marine Le Pen, giudicata troppo moderata, al pari di Gianfranco Fini ai tempi del Movimento Sociale Italiano (MSI). Ciliegina sulla torta, per chi non lo sapesse, le JN e Œuvre Française furono disciolte nel 2014 in seguito all’omicidio del militante antifascista Clément Méric, commesso il 5 giugno 2013 a Parigi. Da allora, i loro militanti si ritrovano sul sito Jeune Nation, diretto da Benedetti e ispirato, ovviamente, all’omonimo movimento di Pierre Sidos. Comunque, qui e qui trovate i decreti emessi per la dissoluzione dei due gruppi.

Alliance for Peace and Freedom e i neofascisti francesi: Gabriac, Benedetti, Wyssa

Gabriac-Predappio

Alexandre Gabriac (a destra) durante la commemorazione fascista del 28/04/12 a Predappio (qui la fonte)

Prima di proseguire, una precisazione: Alliance for Peace and Freedom, il partito europeo presieduto da Fiore, fu tacitamente anticipato a Roma nel marzo del 2014 con il convegno “L’Europa Risorge” ma, nonostante gli sforzi di Fiore e camerati, fu riconosciuto dal Parlamento Europeo solo un anno e mezzo dopo, nel settembre del 2015. La richiesta di finanziamento al partito, infatti, fu negata per l’anno 2015 a causa di errori formali legati ai nominativi dei membri parlamentari nazionali (MP) e regionali (MPR) che lo sostenevano. Come testimoniano i giornalisti Olivier Faye e Baptiste Chastand in un articolo per Le Monde del 25 febbraio 2017, la APF è riuscita a ottenere (in seguito) lo statuto di partito europeo – e, dunque, i finanziamenti dal Parlamento – grazie anche al supporto di Marguerite Lussaud, consigliera regionale del Front National. Interrogata al riguardo, Lussaud ha sostenuto di non saperne niente, facendo ricadere la responsabilità della cosa sulla nipote, Laura, legata ai nazionalisti Yvan Benedetti e Alexandre Gabriac (dunque all’Œuvre Française e alle JN). Attraverso il Parti Nationaliste Français, infatti, Benedetti figura tra gli alleati di Roberto Fiore e dell’Alliance for Peace and Freedom, tanto da intervenire a Genova nel discusso incontro dell’11 febbraio 2017. Gabriac, invece, era presente con Olivier Wyssa all’inaugurazione della sede della APF a Bruxelles il 19 aprile 2016 (sede che è oggetto di contestazione da parte di diversi gruppi) e, lo stesso giorno, a un meeting del partito. Gabriac e Wyssa hanno presenziato anche all’ultimo congresso istituzionale della APF, datato 17 dicembre 2017, come hanno notato bene gli antifascisti di Bruxelles. Non è un caso, dato che Wyssa è il rappresentante ufficiale della APF per la Francia e ne è, addirittura, membro del consiglio direttivo. Il 20 dicembre 2014, infatti, per il primo incontro ufficiale della APF, Wyssa fu relatore a Milano, dove si trovava – senti senti – in compagnia di Benedetti e Gabriac. Ultimo ma non meno importante, il 9 maggio 2015, Gabriac ha presieduto una conferenza parigina tenuta, sì, dai membri della APF, ma non ufficialmente legata al partito. Ora. Tutti questi incontri stabiliscono, senza troppi dubbi, la militanza e l’appartenenza di Alexandre Gabriac, ricordiamo: membro di Civitas, al partito europeo di Fiore. Eppure, alla Marche pour la Vie del 22 gennaio 2017, egli ha manifestato contro l’aborto reggendo lo striscione della Coalition pour la Vie et la Famille. Come mai? A quale partito europeo è affiliato Gabriac?

Alain Escada e Alliance for Peace and Freedom

Fiore Escada

Roberto Fiore (sinistra) e Alain Escada (destra)

Non solo Gabriac, Benedetti e Wyssa. Lo stesso presidente di Civitas e di CVF Escada ha una relazione abbastanza continua con Roberto Fiore e l’Alliance for Peace and Freedom, per esempio attraverso il movimento belga Nation, il cui leader Hervé Van Laethem è tanto storico amico e collaboratore di Escada, quanto storico alleato di Forza Nuova. Addirittura, come Wyssa, Van Laethem è membro del consiglio direttivo di APF. Ma guardiamo agli ultimi anni. Secondo il sito Rue89, nel 2013 Civitas ha registrato il dominio del giornale digitale medias-presse.info. In effetti, medias-presse raccoglie numerosi articoli sulla APF e, non di rado, racconta le avventure di Alain Escada, Civitas e camerati. Il 2 maggio 2016, l’europarlamentare Udo Voigt del partito neonazista tedesco Nationaldemokratische Partei Deutschlands (NPD) – ovviamente affiliato alla APF – organizzò un convegno sulla Siria al Parlamento Europeo. Secondo la testimonianza del blogger neonazista Der Himmelstern, che era lì presente, vi avrebbe partecipato anche Alain Escada. Effettivamente, il suo racconto coincide con il video realizzato per l’occasione da medias-presse.info. A partire dal minuto 18:45, infatti, si distingue chiaramente la voce di Escada che sostiene di rappresentare “uno dei principali media alternativi in Francia”. Parla chiaramente di medias-presse. Escada, a quel punto, domanda all’ambasciatore siriano in Belgio (lì presente) se non sia il caso di creare un organo di comunicazione “alternativo”, veloce ed efficace, così da poter fare controinformazione pro-Assad. Esattamente come già fanno sia medias-presse sia la APF. L’ambasciatore siriano sembrava positivamente colpito.

Medias-presse.info e Alliance for Peace and Freedom

APF Jeanne D'Arc

APF alla manifestazione in omaggio a Giovanna D’Arco organizzata da Civitas, 8 maggio 2016.

A questo punto, si può ipotizzare che Escada sia di fatto uno dei partner non-ufficiali della comunicazione di Alliance for Peace and Freedom, quanto meno per i suoi rapporti con il governo di Assad. Perché non può essere solamente un caso il continuo ribattere di notizie a riguardo, dalla costituzione del partito alle conferenze sulla Siria, dal viaggio in Siria di Roberto Fiore e camerati alle interviste ai principali membri di APF (come quella all’eurodeputato neonazista di Alba Dorata Georgios Epitideios). Non è un caso se medias-presse arriva persino a raccogliere gli appelli di Udo Voigt contro l’immigrazione e ad attaccare l’italiano Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre. Ancora due esempi. Il primo: sempre per medias-presse, Alain Escada ha intervistato due volte Roberto Fiore a Bruxelles, come potete vedere e sentire qui e qui. Il secondo: nel dicembre del 2015, medias-presse pubblica un video di un incontro abbastanza privato tra i “deputati europei” della APF (per quanto, in verità, tra gli eletti attuali vi sia solo Voigt) e una delegazione siriana. Escada è lì presente, senza che sia chiarito il perché e/o quale ruolo ricopra all’interno della riunione. E, allora, se l’8 maggio 2016 la APF – rappresentata da Nick Griffin e da Gonzalo Martín García (del partito neofascista Democracia Nacional) – partecipa alla manifestazione in omaggio a Giovanna D’Arco organizzata da Civitas, non più c’è molto da stupirsi. Ciò detto, l’apice del connubio tra Civitas e la APF è la realizzazione di una conferenza a Parigi il 19 marzo 2016, dal titolo “De la guerre au Proche-Orient à l’immigration et au terrorisme en Europe” (trad. “Dalla guerra al Vicino Oriente all’immigrazione e al terrorismo in Europa”).

Alain Escada, Jean-Marie Le Pen e Roberto Fiore

Fiore Escada D'Herbais

Alain Escada, Marie d’Herbais de Thun, Roberto Fiore

Tra gli invitati al convegno parigino di Civitas e APF spicca il nome di Jean-Marie Le Pen, il cui intervento durò quarantaquattro minuti, il doppio di ogni intervento precedente. Invitato d’onore, l’europarlamentare Le Pen è il vero e principale trait d’union tra Fiore ed Escada: egli resta il riferimento principale di tutti i neofascisti europei, soprattutto di coloro che puntano al Parlamento Europeo per formare un’Europa di stati nazionalisti. Infatti, è anche grazie a Le Pen – e, in particolare, al suo defunto progetto EuroNat – che Forza Nuova ha cominciato a stringere, già alla fine degli anni Novanta, solide alleanze con molteplici movimenti di estrema destra europei, fino ad arrivare alla creazione della stessa APF. Attualmente invece, per quanto abbastanza in crisi, Le Pen collabora politicamente con Civitas almeno dal 2015, anno in cui fu affidata proprio a Escada la cura del blog del fondatore del Front National. In quell’occasione, da tramite fece la presentatrice dei video postati in quel blog, cioè l’ex moglie di Fréderic Chatillon (anch’egli legato a Fiore) Marie d’Herbais de Thun, oggi membro di Civitas (partito con il quale si è candidata alle legislative del 2017) e moderatrice del convegno parigino del 19 marzo 2016. Seduta tra Escada e Fiore, che insieme curarono la parte introduttiva dell’evento, d’Herbais diede il via all’incontro dai toni altamente xenofobi, vagamente antisemiti e profondamente nazionalisti. A dare risalto alla conferenza furono ovviamente medias-presse, il sito della APF e gli organi collegati a Forza Nuova (tra cui la rivista Ordine Futuro che pubblicò un articolo a firma del militante milanese Ermanno Durantini). Ma non solo. A Parigi era presente anche la giornalista e storica militante forzanovista Alessandra Benignetti, cui Le Pen concedette straordinariamente un’intervista, pubblicata poi sul quotidiano Il Giornale (per il quale Benignetti lavora).

* Continua… *

Ricapitolando, il presidente di Civitas Alain Escada fonda e presiede un partito europeo anti-abortista e anti-gender denominato Coalition pour la Vie et la Famille. I rapporti che egli ha con diversi neofascisti lo portano a gravitare intorno ad Alliance for Peace and Freedom, partito europeo nazionalista presieduto da Roberto Fiore. Uno dei membri di Civitas, Alexandre Gabriac, sembrerebbe essere affiliato alla APF, nonostante manifesti alla Marcia per la Vita francese reggendo lo striscione della CVF. Inoltre, la corrente del Front National rappresentata da Bruno Gollnish – e, dunque, da Jean-Marie Le Pen – è, di fatto, il fil rouge che collega la CVF alla APF. Infine, a dare informazioni sulla CVF sembrano essere solo i media legati alla APF, da Notizie ProVita a medias-presse.info. Che succede, dunque? Roberto Fiore e la sua APF hanno a che fare con la CVF? E chi è Stefano Pistilli, segretario generale del partito europeo anti-gender e anti-aborto? Con i fondi pubblici, il Parlamento Europeo che cosa sta finanziando? Le risposte a questi interrogativi arriveranno prossimamente su questo blog.

[Qui la seconda parte.]
[Qui e qui la terza parte.]

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