Dio, Patria, Famiglia e Fondi Pubblici [2]

Nella precedente parte di questo dossier, abbiamo cominciato a conoscere la Coalition pour la Vie et la Famille (CVF), il nuovo partito europeo presieduto dal belga Alain Escada del partito francese Civitas. Dopo aver rimarcato i legami che Escada ha e ha avuto con neofascisti e neonazisti europei (soprattutto francesi) e dopo aver mostrato come gestisca il sito medias-presse.info, abbiamo notato la strana sovrapposizione tra CVF e Alliance for Peace and Freedom (APF), il partito europeo fondato e presieduto dal segretario di Forza Nuova Roberto Fiore. Prima di procedere, però, con la disamina dei membri di CVF e, soprattutto, dei finanziamenti concessi dal Parlamento Europeo a CVF e APF, vediamo come si siano mossi fino a questo momento Forza Nuova e Civitas sul terreno della militanza (in particolare anti-abortista, anti-gay e anti-gender), con quali punti di contatto e per quali ragioni.

Prima de La Manif Pour Tous: Civitas contro la “cristianofobia”

Frigide Barjot Civitas

Frigide Barjot contro la pièce Golgota Picnic nel dicembre del 2011, al fianco di Civitas. Barjot diventerà il principale volto de La Manif pour Tous.

Oltre alla stretta vicinanza alla Fraternità Sacerdotale di San Pio X (FSSPX) ed, evidentemente, a certe idee politiche, Civitas e Forza Nuova si incontrano sul terreno della militanza. Nella seconda metà dell’ottobre del 2011, Civitas attirò per la prima volta l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media quando organizzò diverse manifestazioni di protesta contro una rappresentazione teatrale di Romeo Castellucci, dal titolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio, perché giudicata troppo blasfema. Alla dieci-giorni di disordini davanti al Théâtre de la ville di Parigi, insieme a Civitas e alla FSSPX, partecipò il partito nazionalista Renouveau Français (RF) – già membro del primo gruppo a livello europeo di Roberto Fiore, lo European National Front. Durante una replica, RF arrivò addirittura a interrompere lo spettacolo, srotolando sul palco del teatro uno striscione con su scritto “Christianophobie, ça suffit!” (trad. “Basta cristianofobia!”). Come l’Œuvre Française di Yvan Benedetti e le Jeunesses Nationalistes di Alexandre Gabriac, anche RF aveva sostenuto con forza la corrente del Front National rappresentata da Bruno Gollnish. Difatti, non a caso, a protestare contro la pièce di Castellucci vi si vide Gabriac. Il penultimo giorno di repliche, ossia il 29 ottobre 2011, sempre con il supporto della FSSPX, Civitas organizzò a Parigi una vera e propria manifestazione contro la “cristianofobia” (sic) che da place des Pyramides arrivò a place André Malraux. In questo modo, sfruttando la scia delle proteste contro Castellucci, Escada riuscì a toccare l’apice della visibilità mediatica, nonostante non avesse radunato più di duemila persone.

A Tolosa tre settimane dopo (dunque nel novembre del 2011) e a Parigi due mesi dopo (dunque in dicembre), Civitas chiamò nuovamente alla mobilitazione lo stesso sottobosco di neofascisti e integralisti cattolici contro lo spettacolo teatrale Golgota Picnic di Rodrigo García. Il metodo scelto fu più o meno lo stesso delle azioni ottobrine. A Parigi, per esempio, si organizzarono sit-in di protesta, l’8 dicembre una processione lefebvriana “riparatrice” e l’11 una seconda manifestazione contro la cristianofobia. Lo slogan fu “La Francia è cristiana e deve restarlo!”. Guardando in Civitas 2011prospettiva, si trattò dei primi ticchettii della bomba che esploderà tra il 2012 e il 2013 con La Manif Pour Tous (LMPT) francese, cioè con le mobilitazioni in opposizione alla legge Taubira sui matrimoni egualitari e le adozioni per le coppie formate da persone dello stesso sesso. Del resto, tra i principali attori di quelle proteste di fine 2011 vi fu Frigide Barjot, il primo ambiguo volto e la prima organizzatrice – insieme a Escada – di ciò che diventerà, un anno più tardi, LMPT. Una caratteristica peculiare delle manifestazioni contro la loi Taubira, infatti, fu la presenza massiccia di cattolici integralisti. Tanto che, pian piano, a prendere il dominio delle strade furono veri e propri neonazisti, come accadde nel 2014 durante l’antigovernativo Jour de Colère organizzato da Béatrice Bourges, ex membro de LMPT. Ovviamente, Civitas vi partecipò. Nella puntata del programma televisivo Spécial Investigation dedicata a LMPT, lo specialista dell’estrema destra Jean-Yves Camus ha sottolineato come slogan antisemiti così violenti non si fossero sentiti da decine di anni per le strade francesi, neanche durante le manifestazioni della destra radicale.

Prima dei Family Day: Forza Nuova contro la cristianofobia

Alessandro Fiore Pierpaolo Petrucci

Alessandro Fiore (il primo a sinistra) e Pierpaolo Petrucci (con il microfono) durante il pubblico rosario riparatore, Milano, 28 gennaio 2012

Allo stesso modo in cui saranno replicate – per modalità, slogan e organizzazione – le mobilitazioni anti-gay e anti-gender francesi, anche le proteste contro lo spettacolo di Castellucci Sul concetto di volto nel figlio di Dio arrivarono in Italia. Difatti, tra il 24 e il 28 gennaio 2012, allorché la pièce fu messa in scena al Parenti di Milano, i neofascisti cattolici organizzarono una serie di azioni dimostrative, anticipate da minacce antisemite all’indirizzo di Andrée Ruth Shammat, direttrice del teatro. Come a Parigi e a Tolosa, anche a Milano erano supportati dalla FSSPX. Forza Nuova, per esempio, tentò di interrompere la pièce mentre andava in scena, così come fece pochi mesi prima Renouveau Français. E anche lo slogan e i metodi delle proteste furono gli stessi. Al grido di “Basta cristianofobia!”, infatti, si celebrarono messe lefebvriane, si recitarono rosari di riparazione, si intonarono canti vandeani. Per mobilitare i cattolici, fu persino preparato un video ad hoc, pubblicato dal Comitato San Carlo Borromeo sulla piattaforma youtube il primo gennaio 2012. Questo video rievocava gli eventi parigini con alcune sequenze filmate (di Civitas e di Renouveau Français) e le seguenti parole:

Il 28 Gennaio 2012 presso il teatro “Parenti” di Milano andrà in scena lo spettacolo “Sul concetto di Volto nel Figlio di Dio” durante il quale vi è un lancio di pietre ed escrementi contro il dipinto di Antonello da Messina raffigurante il volto di Nostro Signore Gesù Cristo. In Francia i cattolici hanno reagito con azioni spontanee per ritardare o interrompere gli spettacoli o manifestando pacificamente in piazza. Anche noi cattolici italiani il 28 Gennaio abbiamo il dovere di… REAGIRE!

Questo testo fu ripreso, quasi alla lettera, in un volantino redatto e distribuito dal su citato comitato. Per la precisione, nel volantino si omise il riferimento al dipinto di Antonello da Messina e, in modo più incisivo ma sottilmente falso, si fece riferimento a un lancio di pietre ed escrementi contro “l’immagine di Nostro Signore Gesù Cristo”, eliminando così il discorso iconico-simbolico della pièce sullo statuto dell’immagine (oltre che, a lato, del rapporto padre-figlio) e rimpiazzandolo, invece, con un’offesa aperta alla religione. Parte di una mobilitazione più vasta e non di certo spontanea, ma anzi pensata e architettata, il Comitato San Carlo Borromeo fu con tutta evidenza costituito per contrastare lo spettacolo di Castellucci e replicare la mobilitazione francese di Civitas. A tal proposito, basta dare un’occhiata alla foto inserita nel banner del blog Basta Cristianofobia (del Comitato San Carlo Borromeo) e scattata durante la manifestazione parigina del 29 ottobre 2011:

testata blog CSCB

Il 29 (sic) dicembre 2011, infatti, vide la luce il primo post del blog del comitato, di cui – guarda caso – non si ha alcuna traccia precedente sul motore di ricerca Google. In quel post, si chiedeva ai cattolici di prendere esempio dai francesi (dunque da Civitas e neofascisti) e protestare contro la pièce di Castellucci. Assai diversamente da quanto comunicato alla e dalla stampa, fu a distanza di dieci giorni dal primo post che, sempre attraverso il blog Basta Cristianofobia, si annunciò un “pubblico rosario riparatore” per il 28 gennaio, coincidente con la data di chiusura dello spettacolo, in pieno stile Civitas e FSSPX. Si seguì, difatti, lo stesso ritmo temporale delle proteste di Parigi: sit-in e disordini nei giorni dello spettacolo, finale manifestazione durante l’ultima replica. In più, attraverso la sua pagina Facebook, il Comitato San Carlo Borromeo organizzò e rese pubblico l’evento. Leggere la lista degli invitati e dei partecipanti è rischiarante, poiché vi si trovano quasi esclusivamente nomi di militanti forzanovisti. Tra questi, per esempio, c’è chi comunicò la propria assenza in modo molto familiare, chiudendo il messaggio con un nazista SH (cioè Sieg Heil). Per puro caso, a capeggiare la recita del rosario vi furono preti lefebvriani (in particolare l’ormai ex superiore del distretto italiano della FSSPX, Pierpaolo Petrucci) e il figlio del segretario di Forza Nuova nonché attuale portavoce di Notizie ProVita, Alessandro Fiore.

Cattolici neofascisti: Civitas e Forza Nuova

Slogan FN-RFA partire da un’astratta lotta contro la “cristianofobia”, il Comitato San Carlo Borromeo arriverà ad aderire alla anti-abortista Marcia Nazionale per la Vita. Per chi avesse letto il dossier Di chi parliamo quando parlano di gender, non risulterà strano leggere gli stessi nomi di aderenti e organizzatori tanto per le proteste del 2012, quanto per le marce anti-abortiste, le mobilitazioni anti-gender e le manifestazioni contro i disegni di legge sull’omofobia e sulle unioni civili. Allo stesso modo, come abbiamo visto, le proteste organizzate da Civitas durante gli ultimi mesi del 2011 sembrano essere un preludio a ciò che avverrà tra il 2012 e il 2013 in Francia, con le mobilitazioni de La Manif Pour Tous contro la loi Taubira. Il 5 settembre 2012, infatti, la futura portavoce de LMPT Frigide Barjot radunò un gran numero di associazioni, per lo più cattoliche, con l’obiettivo di orchestrare una campagna omogenea in opposizione al matrimonio egualitario e alle adozioni per le coppie formate da persone dello stesso sesso. Tra queste, Civitas. Il giorno seguente (dunque il 6 settembre), però, memore dei successi della proteste della fine del 2011 e recalcitrante alle mediazioni formali di Barjot (la quale voleva estendere l’organizzazione de LMPT ad associazioni di omosessuali e a quelle di sinistra), Escada decise autonomamente di indire la prima manifestazione di piazza e ne fissò la data al 18 novembre. L’iniziativa lasciò perplessi gli altri membri di ciò che diventerà da quel momento LMPT poiché, da un lato, non furono consultati e, dall’altro, temevano di essere oscurati mediaticamente. Organizzando la prima manifestazione contro la loi Taubira, cioè, i cattolici integralisti avrebbero potuto prendere il possesso delle strade e sarebbero potuti divenire i capofila delle proteste. A quel punto, Barjot e gli altri componenti de LMPT decisero di scendere in piazza il 17 novembre, anticipando così di un giorno Escada. Fu durante la manifestazione Forza Nuova figlidel 18 novembre che si ebbero i primi disordini e i primi scontri tra oppositori e sostenitori della legge. Al fianco di Escada, d’altronde, protestarono i lefebvriani e tutte le frange neofasciste, tra cui i militanti di Renouveau Français. In particolare, lo striscione di questi ultimi recitava: “La France a besoin d’enfants, pas d’homosexuels” (trad. “La Francia ha bisogno di figli, non di omosessuali”), slogan mutuato da quello che Forza Nuova utilizza, almeno dal 2000, come cavallo di battaglia per contrastare i Pride. Quel 18 novembre, poi, anche un’altra parola risuonò per le vie di Parigi, ossia “homofolie”, termine che ricorda tanto omofobia quanto omofilia. Al contrario dello slogan su citato, “omofollia” è stato invece importato in Italia, ovviamente dal partito di Roberto Fiore, e utilizzato per pubblicazioni, campagne e manifestazioni anti-gay nel corso degli ultimi anni. Consultando il motore di ricerca Googleprima del 2013 non vi è traccia della parola “omofollia” in italiano, se non in riferimento alla manifestazione del 18 novembre organizzata da Civitas.

Dopo La Manif Pour Tous: Coalition pour la Vie et la Famille

Coalition pour la Vie et la FamilleQueste continue traduzioni propagandistiche dell’estrema destra non sono dovute solo all’appartenenza alla stessa area politica, né alle alleanze che i vari gruppi stringono. Ciò che accomuna le componenti cattolico-identitarie di Civitas e Forza Nuova, lo abbiamo detto, è anche la vicinanza alla Fraternità Sacerdotale di San Pio X. Casualmente, proprio nel settembre del 2011, si tennero gli ultimi colloqui tra il Vaticano e la FSSPX per superare la frattura tra la Chiesa cattolica e i lefebvriani. Detto superamento non è auspicato dai neofascisti, poiché rappresenterebbe un tradimento rispetto alla storia della Fraternità e un oltraggio politico alla visione religiosa di Marcel Lefebvre e dei suoi seguaci. In sostanza, ne andrebbe del carattere identitario su cui si poggia l’interpretazione neofascista del mondo. Almeno agli occhi dei militanti di Civitas e di Forza Nuova, le proteste del 2011 e le successive mobilitazioni anti-abortiste, anti-gay e anti-gender dovrebbero aver dimostrato come sia possibile radunare centinaia di persone, quando non migliaia, senza alcun appoggio istituzionale “dall’alto”, sia esso di natura politica o religiosa. Questi movimenti “dal basso” e supposti spontanei, infatti, sebbene celando con cautela le loro radici politiche, dovrebbero raccontare ai governi, alla Chiesa, alla FSSPX ciò che “il popolo” vuole, ciò che “i fedeli” vogliono, ciò che “i lefebvriani” vogliono: dio, patria, famiglia senza arretramenti. Dunque, si oppongono al Vaticano e si oppongono ai partiti di sinistra e di destra, ovviamente si oppongono all’estrema sinistra, ma anche ai movimenti populisti dell’estrema destra (su tutti, il Front National di Marine Le Pen e la Lega Nord di Matteo Salvini). Si oppongono, altresì, alle mediazioni ipocrite e bon-ton de La Manif Pour Tous e di Frigide Barjot. Per questo, il 5 settembre 2016 – nello stesso giorno in cui, quattro anni prima, fu creata LMPT – Forza Nuova e Civitas decisero di fondare ufficialmente un partito europeo, la Coalition pour la Vie et la Famille, trasposizione spiccatamente lefebvriano-oltranzista, oltre che all’apparenza meno neofascista, della Alliance for Peace and Freedom presieduta da Roberto Fiore. Per mostrare i muscoli.

[Qui e qui la terza parte.]

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