Dio, Patria, Famiglia e Fondi Pubblici [4]

Il 5 settembre 2016 a Bruxelles, Alain Escada, Stefano Pistilli e François-Xavier Peron costituirono un partito europeo denominato Coalition pour la Vie et la Famille (CVF). Escada venne nominato presidente, Pistilli segretario generale e Peron tesoriere. Dopo aver già mostrato i legami tra Escada, i nazionalisti francesi e Alliance for Peace and Freedom e dopo aver analizzato le connessioni tra Civitas e Forza Nuova, a distanza di qualche mese riprendiamo il filo, occupandoci ancora delle attività economiche e politiche che costituiscono la rete di Stefano Pistilli e di Forza Nuova. Questa volta, il focus sarà il Regno Unito, dove risiede Pistilli, dove ha vissuto Roberto Fiore da latitante, dove i fondatori della International Third Position hanno da sempre profondi legami con la Fraternità Sacerdotale di San Pio X. Ecco a voi un giro di affari e di politiche che, nei sacri vincoli dell’omofobia, del razzismo e dell’antisemitismo, tiene insieme neofascisti, lefebvriani, negazionisti, Richard Williamson, case editrici, pubblicazioni, ProVita ONLUS e soprattutto charities (organizzazioni di beneficenza).

St Mark Evangelist

Trust of St Mark the Evangelist

Nell’aprile del 2015, l’attuale segretario generale di Coalition pour la Vie et la Famille (CVF) Stefano Pistilli firmò l’atto di costituzione di una charity inglese avente come scopo la prevenzione o la riduzione della povertà. Questo scopo sarebbe da raggiungere attraverso donazioni economiche, ma anche fornendo beni e servizi, a “individui bisognosi e/o altre charities e organizzazioni che lavorano per prevenire e ridurre la povertà come espressione della fede e dei valori cristiani”. Rappresentata dallo stesso Pistilli (sue sono le informazioni di contatto), la charity si chiama Trust of St Mark the Evangelist (TSME) ed è supportata da un blog omonimo in cui sono presenti una piattaforma per le donazioni, una spiegazione della mission dell’organizzazione (firmata dallo stesso Pistilli) e ben otto articoli, scritti tra il 2015 e il 2016. In verità, sul blog non si scrive mai di povertà e, anzi, gli articoli sono stati copiati e incollati da siti terzi – come, a mo’ di esempio, questo post altamente omofobico rubato al gruppo fondamentalista Christian Voice di Stephen Green.

La TSME non è stata fondata solo da Pistilli. Oltre a lui, infatti, gli altri fiduciari (trustees) sono Maria Beatriz Fiore Burgos e Gareth Hurley. La prima è figlia di Esmeralda Burgos Otamendi e Roberto Fiore (il segretario nazionale di Forza Nuova e presidente di Alliance for Peace and Freedom) ed è socia, insieme alla sorella Carmen, della Rapida Vis SRL, l’azienda di poste private che distribuiva il giornale Notizie ProVita. Gareth Hurley, invece, è un vecchio amico di Roberto Fiore e dello stesso Pistilli, col quale in passato non ha mancato di scambiarsi slogan fascisti. Fedele della Fraternità Sacerdotale di San Pio X (FSSPX), d’altronde, Hurley è stato tra le principali teste della International Third Position (ITP), fondata nel 1989 in Inghilterra proprio da lui, Fiore e altri; è stato firma e direttore del giornale Final Conflict, legato a ITP e specializzato sulla musica suprematista bianca; è stato il gestore di varie realtà virtuali di ITP e Final Conflict, tra cui siti, blog, negozi onlinenewsletter. Come altri membri della ITP, dunque, Hurley non è nuovo alla propaganda di estrema destra, né è la prima volta che costituisce o gestisce charities.

Saint George Educational Trust (SGET)

Gareth Hurley

Gareth Hurley

La prima charity fondata da Gareth Hurley fu la Saint George Educational Trust (SGET), costituita il 25 gennaio 1994 insieme a Roberto Fiore, il neonazista Colin Todd e il prete lefebvriano Michael Crowdy, mentre Esmeralda Burgos fece da testimone per l’atto costitutivo. Da alcuni anni, la SGET possiede un sito collegato alle varie realtà vicine ai movimenti e ai partiti neofascisti di matrice cattolico-integralista (su tutti Civitas, Forza Nuova e l’ex-forzanovista Christus Rex di Verona). Si tratta, cioè, di uno spazio in cui vengono rilanciate notizie, personaggi, associazioni e iniziative che guardano politicamente all’estrema destra e religiosamente al nucleo “resistente” nato in seno alla Fraternità Sacerdotale di San Pio X con il fine di opporsi tanto alla guida di Bernard Fellay quanto al dialogo tra dirigenti lefebvriani e Vaticano. Sinteticamente, la SGET ruota intorno al vescovo negazionista e antisemita Richard Williamson, espulso dalla FSSPX nell’ottobre del 2012, e si immette nel percorso dell’anglo-statunitense St Marcel Initiative, una sorta di rete politico-commerciale che fa da supporto alla visione cattolica di Williamson.

Addirittura, per diverse settimane del 2016, alcuni dati del ramo inglese della St Marcel Initiative (ossia il sito web e i nominativi di Alun Rowland, di Alexander Kennedy e dello stesso Williamson) figurarono sulle pagine dell’agenzia inglese preposta al controllo delle charities, la Charity Commissioncome se fossero dati appartenenti alla SGET. Si trattò di un errore della banca dati abbastanza eloquente, un errore che testimoniò connessioni tra le due organizzazioni. Tanto per dirne una, l’ex membro del British National Party Alun Rowland è effettivamente stato trustee di entrambe. Da alcuni anni, invece, la SGET è amministrata da “AEF Webber” (il cui nome di battesimo è Alan), “TL Grey” e soprattutto “MJ Fishwick”, ossia Michael Fishwick: nomi molto vicini agli ambienti di estrema destra e, ovviamente, a Williamson.

Michael Fishwick

Fishwick Williamson

Michael Fishwick è il primo in piedi all’estrema destra, mentre Richard Williamson è quello seduto a destra. Fonte: Searchlight

Negli anni Ottanta, Michael Fishwick fu militante del National Front, partito neofascista fondato nel 1967 da Arthur Kenneth Chesterton (il cugino di Gilbert Keith), ed è stato a capo del ramo giovanile Young National Front dal 1985 al 1989. Con l’arrivo in Inghilterra di Roberto Fiore, inoltre, Fishwick ha fatto parte del gruppo di militanti del NF  – tra cui Derek Holland, Nick Griffin, Colin Todd e Gareth Hurley – che ha declinato pian piano il neofascismo e il neonazismo in chiave cattolico-tradizionalista, seguendo il distributismo di Hilaire Belloc e di Gilbert Keith Chesterton e arrivando a fondare la International Third Position nel 1989. Da lì in poi, la sua formazione e il suo impegno si sono mescolati con gli ambienti più integralisti e politicizzati della FSSPX. Per averne un’idea basta recuperare l’articolo revisionista e negazionista dell’11 febbraio 2009, The Sacred Nature of Six Million in the Judaic Religion, scritto da Fishwick e pubblicato sul blog di Final Conflict. Riprendendo Il caso Williamson di Curzio Nitoglia (il confessore dell’ex SS Erich Priebke), l’autore cerca di difendere il vescovo lefebvriano dalle accuse di negazionismo generatesi a partire dall’intervista rilasciata al giornalista Ali Fegan e contenuta nell’inchiesta sulla FSSPX in Svezia. Fishwick, nel suo pezzo, segue i ragionamenti preconciliari di Williamson e Nitoglia per poi superarli con violenza. Attraverso una rilettura pienamente antisemita dell’ebraismo, egli nega la morte di sei milioni di ebrei e l’esistenza delle camere a gas:

Che milioni di ebrei abbiano subito una catastrofe orribile durante la Seconda Guerra Mondiale, incluse vasta persecuzione e molteplici morti, non è in discussione. […] Non è in questione neanche che i cadaveri di diverse migliaia di ebrei (e altri) furono bruciati nei forni crematori dentro i campi di concentramento, dopo aver patito la morte a causa del tifo e altre malattie. Ciò che è in discussione è l’affermazione per cui sei milioni di ebrei furono uccisi dal gas cianidrico dentro camere a gas costruite con l’obiettivo di uccidere nei campi di concentramento nazisti. […] L’enorme quantità di dati, ricavabili da differenti aree di ricerca, che indica con molta forza che le camere a gas usate per uccidere non esistevano nei campi di concentramento nazisti, non è l’obiettivo di questo studio e non sarà riassunta qui. Piuttosto, l’obiettivo di questo studio è rivelare, facendo ampiamente uso di fonti ebraiche, che i fantasiosi “sei milioni” sono un mantra religioso recitato dagli ebrei come pratica intrinseca [integral practise, sic] alla religione ebraica.
[Traduzione mia]

Nel 2012, dopo l’espulsione del vescovo dalla FSSPX, Fishwick sembra sia stato tra i primi a gestire il sito della St Marcel Initiative. Nello stesso anno, secondo il giornale antifascista inglese Searchlight, Fishwick avrebbe anche fondato con l’amico Alun Rowland (vecchio membro della ITP ed ex trustee della SGET) la newsletter The Recusant, una specie di rifugio dei “ribelli” lefebvriani e, al contempo, un’arma utile a combattere la “guerriglia” contro le supposte derive “moderniste” e “liberali” di Bernard Fellay, il superiore generale della FSSPX. Già nel giugno del 2012, d’altra parte, Fishwick, Rowland e Alan Webber (l’altro trustee della SGET) furono tra i primi firmatari di una missiva indirizzata a Fellay, in cui alcuni “fedeli preoccupati” rifiutavano – tra le varie cose – l’apertura verso il Vaticano e gettavano le basi per la fondazione di un gruppo “ribelle” della FSSPX inglese. Quello, cioè, che vede in Williamson il degno erede di Marcel Lefebvre al posto di Fellay, lungo una posizione politica e religiosa che è contraria a ogni apertura verso il “modernismo” e, per converso, favorevole a una “tradizione” aggettivabile come fascista.

Paul Morgan

Paul Morgan

Tra gli altri riferimenti di questo gruppo vi è – oggi più di ieri – Paul Morgan, il prete ordinato da Lefebvre nel 1988. Morgan è colui che, tra le altre cose, convinse il presidente di ProVita ONLUS Toni Brandi a convertirsi nel 1991; colui che, andando a protestare dal direttore, difese Roberto Fiore dalle accuse del giornale scozzese Catholic Truth; colui che, nell’agosto del 2017, in rottura con Fellay, ha definitivamente abbandonato la FSSPX e si è andato a rifugiare a nord di Lione tra i cappuccini lefebvriani di Morgon, ordine preferito anche da molti altri “ribelli”, tra cui i francesi di Civitas. Già superiore del distretto di Gran Bretagna-Scandinavia della FSSPX per dodici anni (dal 2003 al 2015), Morgan è amico storico di Fishwick, tanto da averlo piazzato alla guida della casa editrice Carmel Books nel 2010.

Carmel Books

Carmel BooksLa Carmel Books è stata fondata negli anni Settanta dal fedele lefebvriano Robin Pannell e da lui amministrata fino alla sua morte, avvenuta nel 2008. Nel testamento Pannell aveva deciso che, dopo di lui, la Carmel Books sarebbe andata in eredità al distretto britannico-scandinavo della FSSPX. A quel punto, l’allora superiore del distretto Paul Morgan scelse di metterci alla guida Maurice Marshal, ex capo elettricista e fondatore dell’azienda di illuminotecnica teatrale Stage Electrics. All’epoca settantenne, però, Marshal morì due anni dopo, nel luglio del 2010. Dovendo trovare un nuovo direttore, Morgan lasciò l’incarico a Michael Fishwick. Secondo una fonte della rivista antifascista Searchlight, dopo che Williamson fu allontanato dalla FSSPX nel 2012, Morgan suggerì a Fishwick di astenersi da qualsiasi commento sulle faccende della Fraternità e di lasciar perdere l’attività politica, così da poter continuare serenamente a stare a capo della Carmel Books. La svolta avvenne nel 2015, quando fu Robert Brucciani a prendere l’incarico di superiore del distretto britannico-svedese della FSSPX: un prete ordinato a Écône solo nel 2004 e non, come Morgan, nel 1988, per di più direttamente da Lefebvre. Brucciani, cioè, era ed è vicino alla linea di Fellay più “modernista” e “liberale”, ansioso di rientrare nelle grazie del Vaticano.

Il nuovo superiore decise – ufficialmente per ragioni economiche – di sbarazzarsi della Carmel Books e la lasciò interamente in mano a Fishwick, sganciandola dalla Fraternità. Per averne una prova, basta dare un’occhiata ai bilanci del distretto di Gran Bretagna-Scandinavia della FSSPX: la Carmel Books non vi è più presente dal 2015. A quel punto, la casa editrice divenne una succursale economica della SGET e cominciò a vendere libri più politici in linea con la vecchia ITP, a partire da quelli di Belloc e Chesterton sul distributismo. Attualmente, oltre a un sito e a un blog, Carmel Books è pubblicizzata attraverso una pagina Facebook in cui vengono rilanciate, oltre alle sue attività, le notizie e i post della SGET. Se navigate su tutti questi canali di comunicazione della casa editrice, a partire dal settembre del 2016 troverete spesso la promozione di un nuovo testo definito “anti-marxista” e “contro l’ideologia gender”: The Attack on the Family and the European Response. Ovviamente, quando dico per “tutti” i canali intendo dire proprio tutti, inclusa la pagina Facebook della SGET, dove troverete perfino un post in cui vengono elencati i capitoli del libro.

Attacco alla famiglia

Attacco alla famigliaIl 2 settembre 2016, dalla propria pagina Facebook, Alliance for Peace and Freedom (APF) annunciò la pubblicazione del primo libro edito dallo stesso partito fondato e presieduto da Fiore: Attacco alla famiglia. Le reazioni in Europa, interamente scritto in italiano. Malgrado la piattaforma internazionale e il carattere europeo del partito, anche il primo lancio fu destinato a lettori italiani, con tanto di spese di spedizione “incluse” solo per l’Italia. Nel post dalla grammatica un po’ zoppicante, vi si legge che scopo del libro sarebbe quello di “sottolineare e attaccare l’assurdo piano architettato da una piccola ma potente lobby che ha come obiettivo traghettare [sic] la nostra civilta’ [sic] verso atti inumani e di auto distruzione”. Che inizio promettente. Il libro venne poi tradotto in inglese, intitolato The Attack on the Family and the European Response, dato alle stampe e venduto a partire dall’ottobre del 2016. Se entrambe le versioni del libro vengono vendute direttamente dal partito, la distribuzione per altri canali è diversa. Difatti, la versione in italiano è promossa e venduta dalla rivista forzanovista Ordine Futuro attraverso il suo negozio virtuale, mentre quella in inglese è acquistabile, come si diceva, da Carmel Books e dal sito di e-commerce Amazon.

Attacco alla famiglia è originariamente una pubblicazione curata da ProVita ONLUS, l’associazione – ricordiamo – nata in seno a Forza Nuova e il cui portavoce è Alessandro Fiore, figlio di Roberto (o era: dal sito della ONLUS il suo nome è scomparso dai contatti dopo la partecipazione del presidente di ProVita Toni Brandi al Festival dell’Unità di Roma). Al quotidiano Il Corriere della Sera, per inciso, Toni Brandi ha dichiarato che il rapporto tra l’associazione e Alliance for Peace and Freedom è “solo ed esclusivamente legato al contenuto di una loro [del partito] occasionale pubblicazione sulla famiglia”, il cui contenuto è stato “realizzato da un nostro [di ProVita] redattore”. Quale? Non ci è dato sapere. In ogni caso, l’introduzione di Attacco alla famiglia fu affidata, com’è ovvio, allo stesso Roberto Fiore, mentre a scrivere le prime due recensioni furono Ordine Futuro per la versione in italiano e – a mo’ di comunicato stampa – lo storico amico di Fiore senior nonché membro del direttivo di APF Nick Griffin per la versione in inglese.

George Lydda

George Lydda

Attack on the Family, versione inglese, venne promosso anche sulla pagina Facebook della Coalition pour la Vie et la Famille, il partito di Alain Escada e Stefano Pistilli. A pubblicare l’invito alla lettura del libro imperdibile (“A must read”) fu l’account di tale George Lydda: George come San Giorgio, Lydda come Lod, la città di nascita del santo e luogo in cui sono conservate le sue reliquie. George Lydda lavora per la Saint George Educational Trust e per Carmel Books, simpaticamente preparando e bevendo tè come “tea boy” e più seriamente vendendo libri nel suo ruolo di “boss”. Di fatto, il suo profilo corrisponde a quello di Michael Fishwick e, spulciandolo, si ha l’idea di avere a che fare effettivamente con qualcuno che conosce molto bene il mondo di Forza Nuova, con qualcuno che è amico di Stefano Pistilli e dell’altro fondatore della Trust of St Mark the Evangelist, Gareth Hurley (già tra i fondatori della ITP e della SGET).

Coerentemente, il profilo di George Lydda abbonda di “mi piace” indirizzati alla galassia di pagine Facebook di Forza Nuova e di “mi piace” all’impresa di Pistilli Blackwood Properties Service LTD, a ProVita ONLUS, a Coalition pour la Vie et la Famille e, in generale, a pagine neofasciste, antiabortiste e anti-LGBTI. George Lydda ha anche lasciato tre recensioni da cinque stelle su cinque a tre sole pagine Facebook: quelle della SGET, quella di Carmel Books e quella di ProVita ONLUS. Navigando sul profilo, cioè, ci si imbatte in realtà collegate tra loro dal neofascismo cattolico di Forza Nuova. Si va dagli indovinelli su Benito Mussolini – cui risponde volentieri il militante di Forza Nuova ed ex trustee della SGET Patrizio Nicoletti – alle notizie su Richard Williamson, Peter Morgan e la FSSPX; si va dall’invito ad aiutare economicamente Forza Nuova per organizzare la “marcia” su Roma del 28 ottobre 2017 alla falsificazione fascista di Roma ai Romani e Forza Nuova Roma. Ovviamente, tutto questo senza dimenticare l’italiana  Marcia Nazionale per la Vita o i discorsi di Alexey Komov. Delle volte, George Lydda interagisce anche direttamente con le pagine di Forza Nuova, come quando lasciò il suo omaggio al defunto Sergio Ramelli il 29 aprile 2017.

Il filo nero

George Lydda CVFL’immagine che compare dal profilo Facebook di George Lydda è, dunque, quella di un cattolico fondamentalista dalle spiccate simpatie fasciste, coincidente con Michael Fishwick. In maniera molto chiara, si rintraccia un filo nero che congiunge l’Italia al Regno Unito e la Saint George Educational Trust alla Trust of St Mark the Evangelist (già connesse storicamente da Gareth Hurley e virtualmente dalle pagine Facebook). Un filo che intreccia la vecchia International Third Position al nucleo “resistente” della FSSPX e a una casa editrice lefebvriana, la Carmel Books. Questa rete nera trova il suo centro in Forza Nuova e in Roberto Fiore, diramandosi anche intorno al partito europeo Alliance for Peace and Freedom, a ProVita ONLUS e ad alcune attività economiche. Si tratta di una rete che evolve con il tempo, fino ad arrivare a Coalition pour la Vie et la Famille. Difatti, Lydda/Fishwick si premura di fare pubblicità al partito europeo di Alain Escada e Stefano Pistilli, rimandando anche al libro Attack on the Family (del partito teoricamente concorrenziale, APF) e a ProVita ONLUS. Addirittura, Lydda è tra i pochi a rilanciare la fittizia presentazione del partito, pubblicata sul sito Patriot News Agency. Ma su tutto questo torneremo.

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