Perché questo sito?

6134116Questo sito nasce dall’esigenza di contrastare le voci che sono diventate urla di odio e di disprezzo per le persone non conformi alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica, soprattutto in relazione a una serie di diritti rivendicati dalle femministe e dalle persone non-eterosessuali. I volumi e i toni di queste voci sono aumentati in modo esponenziale nel corso degli ultimi vent’anni, stabilizzando una strategia retorico-discorsiva che parte specialmente dalla metà degli anni Novanta, durante il papato di Giovanni Paolo II. Contemporaneamente, si è delineata una strategia politico-associazionistica che ha origine nelle richieste e negli incoraggiamenti dello stesso Papa e che segue, in particolar modo, l’organizzazione delle lobbies statunitensi.  Se, cioè, da una parte abbiamo il contenuto e la forma di queste urla, dall’altra vi è il medium politico per mutuarle in un insieme omogeneo di espressione rivendicativa.

Come si può immaginare, queste due strategie ricalcano la storia di gran parte di quei movimenti civili che hanno lottato contro oppressioni sociali, per esempio quello femminista o quello di liberazione sessuale, solo che ne cambiano il verso, lo distorcono e utilizzano il mezzo che è vera prerogativa degli oppressori: il potere. La direzione delle rivendicazioni di questi soggetti sono, cioè, un ritorno all’ordine dell’egemonia, spacciandola per “natura” sociale e divina, prima, e per vittimismo e aggressione difensiva, poi. In due parole, l’ideologia di matrice cattolica inventa un’altra ideologia, di segno contrario, che vuole annientarla attraverso un articolato “lavaggio di cervello”.

Questa derivata ideologia viene chiamata “teoria del gender”, “omosessualismo”, “nuovo ordine mondiale”; lo scopo è renderla reale. Per questo, si sono raggruppati alcuni volti nemici cui dare la responsabilità, quando non la colpa: i relativisti, i comunisti, le femministe, le persone omosessuali, le persone trans… In breve, molti attori sociali che la Chiesa ha combattuto sempre e oscurato spesso. Dunque, le due strategie, quella retorico-discorsiva e quella politico-associazionistica, funzionano perché riescono a trasformare gli oppressi in oppressori (e viceversa) grazie a una sapiente uso della personificazione. Visti i processi e considerati i nemici, è logico ed è ovvio che accolga i favori di una parte precisa della società: i conservatori, i tradizionalisti e, soprattutto in Italia, i neo-fascisti.

Questo, dunque, vuole essere un tentativo di individuazione di dette strategie, cercando altresì di illuminare alcune zone d’ombra: di che cosa si parla quando si parla di gender? E di chi si parla quando si parla di gender?

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