Faccio cose, vedo gender

faccio-cose-vedo-gender-624x461A proposito di spazi, è poi successo che io abbia scritto un articolo per Il Post con Massimo Prearo, dottore di ricerca in Studi Politici dell’EHESS di Parigi e Marie Curie Fellow presso il Centro di ricerca Politesse all’Università di Verona. Quindi, qui potete andare a leggere ciò che ne è venuto fuori. Si tratta di una sintesi, di una sistematizzazione e di un’analisi di molta parte del lavoro compiuto, in particolare, da Massimo, da Sara Garbagnoli, dottoranda presso il “Centre de Sociologie Européenne” della École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, e da me su questo blog.

Dopo la lettura (o anche prima o durante), se voleste approfondire la costruzione della “ideologia gender” come dispositivo retorico reazionario, vi rimando a un testo che per me è stato fondamentale e che giustamente riecheggia un po’ ovunque, ossia quello di Sara, L’ideologia del genere: l’irresistibile ascesa di un’invenzione retorica vaticana contro la denaturalizzazione dell’ordine sessuale, pubblicato sulla rivista About Gender e consultabile anche on-line. Qui trovate, invece, un’intervista a Sara, condotta da Loris Fuschillo per la rubrica “Asterisco” del sito Global Project.

Invece, se voleste approfondire i contenuti del discorso e della campagna “anti-gender”, vi rimando agli scritti di Massimo. Sempre per Global Project, poi, trovate un suo illuminante intervento qui. In generale, molto di questo materiale (e altro ancora) è catalogato qui.

Infine, se voleste ritrovare con calma le cose scritte da me e foste qui per caso, navigate pure sul blog, in particolare vi rimando al dossier Di chi parliamo quando parlano di gender e a questo articolo.

Elisa Anne Gomez: Una confessione

L’uomo, in Occidente, è diventato una bestia da confessione.
Michel Foucault – La volontà di sapere

Il 25 gennaio 2016, la giornalista Paola Tavella ha pubblicato un articolo sull’Huffington Post in cui si domandava se l’attivista statunitense Jennifer Lahl, impegnata da tempo contro la gestazione per altri (anche attraverso il suo Center for Bioethics and Culture), fosse al corrente della situazione italiana. Infatti, Lahl era stata invitata dal “Comitato Difendiamo i nostri figli” per fare da relatrice al “Family Day” del 30 gennaio, prima di volare a Parigi e partecipare il 2 febbraio all’evento “Stop surrogacy now”. Insieme a lei, avevano chiesto di venire in Italia a Elisa Anne Gomez, madre surrogata del Minnesota, che, però, al Family Day non è andata. Nell’articolo per l’Huffington Post, Tavella spiegava che alle due donne il viaggio era stato pagato proprio dal Comitato. In verità, non solo il viaggio, poiché sembra che le due non abbiano speso un solo penny per stare in Italia: è stato pagato tutto, perfino un’indennità per spese accessorie. Voglio precisare che, a nome dell’intero Comitato e nello stesso giorno della pubblicazione del pezzo di Tavella, la giornalista Costanza Miriano ha altresì dichiarato che non c’erano soldi per assicurare i bagni chimici né soldi “per i maxischermi, per il palco, per lo streaming, per la pulizia straordinaria, per le protezioni delle aree archeologiche e per molto altro”. Per queste ragioni, sono state chieste donazioni al sempiterno grido di “Fate passare il cestino delle offerte”. Se non fosse che. Continua a leggere

Buon Family Day, Gandolfini.

And though I listen to the arguments
That most divergent systems employ to
Debilitate us, delineate us,
Repackage our words, demystify us,
I unceasingly affirm my love can
Cannot be measured, cannot be altered.
Owen Pallett – What do you think will happen now?

Domande…

In una intervistaIl Giornale, Massimo Gandolfini, portavoce del “Comitato Difendiamo i nostri figli” che ha organizzato il “Family Day” del 30 gennaio 2016, ha dichiarato che il comitato non avrebbe nulla a che fare con Forza Nuova:

Nonostante le posizioni collimino, gli organizzatori del Family Day non sono disposti a manifestare al fianco di movimenti di estrema destra. “Non è arrivata nessuna adesione del genere in segreteria – spiega Gandolfini – ma anche se arrivasse, sia chiaro che non abbiamo nulla a che fare con Forza Nuova e con CasaPound. Disapproviamo assolutamente le loro modalità di espressione e di azione, che sono totalmente fuori dal nostro modo di pensare e di agire”. E quindi, se CasaPound e Forza Nuova dovessero presentarsi al Family Day, Gandolfini è pronto a cacciarli: “Se ne staranno al Teatro Massimo, non certo al Circo Massimo”.

È proprio così? Sono totalmente fuori dal loro modo di pensare e di agire? Non hanno davvero nulla a che fare con loro quelli di Forza Nuova? Credo sia giunto il momento di dirvi ciò che non vi ho detto.

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Il Family Day dal 2007 al 2014

Per il quoziente familiare o contro le unioni civili?

Se avete letto il dossier Di chi parliamo quando parlano di gender, in particolare nelle parti IX e X, non vi stupirete nell’appurare che il barone Roberto de Mattei, uno tra i più tenaci diffusori delle idee di Plinio Corrêa de Oliveira (il fondatore di “Tradizione, famiglia, proprietà”), sia contro l’ecologismo, anche questo trasformato all’uopo in supposta e nociva ideologia. Indirettamente ma più precisamente, l’accusa principale è oggi rivolta a Papa Francesco, il quale appoggerebbe un disegno machiavellico generato dalle rivoluzioni con princìpi egualitari, nate le une e concepiti gli altri addirittura in seno all’umanesimo del XVI secolo. In fondo, de Mattei viene dal Fronte Monarchico Giovanile vicino al MSI e ha, in seguito, partecipato alla creazione di “Alleanza Cattolica” negli anni Sessanta, per poi fondare il “Centro culturale Lepanto” ed essere espulso, secondo alcuni, sia dall’una che dall’altro (secondo le ricostruzioni del barone, invece, sarebbe uscito autonomamente dall’associazione e sarebbe stato costretto alle dimissioni dal direttivo del Centro). Ha, così, messo in piedi la anti-islamica “Fondazione Lepanto”, di cui è presidente, e che deriva dalla “Lepanto Foundation“, un ente nonprofit da lui istituito nel 2001 a Washington, di cui è ovviamente presidente e che rimanda a Virginia Coda Nunziante, figlia del marchese Luigi (i due di “Famiglia Domani”, cfr. parte VI). Sia rilevato che, inoltre, nel 2008 e nel 2009, attraverso la Foundation e grazie al National Endowment for the Humanities, due borse di studio del valore di trentamila dollari ciascuna furono concesse alle ricerche di de Mattei e di Marcello Pera, senatore di Forza Italia. Continua a leggere

Di chi parliamo quando parlano di gender [10]

Alleanza Cattolica: Cattolici post-fascisti e politici

It’s the blind leading the blind
John Grant – Glacier

Nella precedente parte di questo dossier, abbiamo visto che il primo raduno parascientifico dell’area prossima alla “Marcia per la Vita” è datata 21 settembre 2013. Abbiamo altresì visto che, contemporaneamente, si svolgeva un altro convegno, più politicamente estremista e vicino a Forza Nuova. Così, abbiamo individuato tre divergenze tra i dibattiti: la prima, politica, che divide nei fatti la Lega Nord e Forza Nuova; la seconda, cattolica, che divide due gruppi tradizionalisti, ossia la “Fraternità Sacerdotale San Pio X” (FSSPX) e “Tradizione, Famiglia, Proprietà” (TFP); la terza, associazionistica, di cui ci occuperemo qui, quella interna ad “Alleanza Cattolica”, che, in un qualche modo, riassume sia la prima divergenza politica (tra “minimalisti” e “massimalisti”, in un’area comunque integralista), sia la seconda divergenza religiosa (tra “Tradizione, Famiglia, Proprietà” e la Fraternità Sacerdotale di San Pio X). Continua a leggere

Aldo

Poi ti si spezza il cuore.

Aldo e Giovanni li immagino a costruire mondi, per nascosti che siano, nella loro delicatezza, di evidenze a occhi chiusi che possano fare da cuccia alla loro passione e alle loro sonnolenze condivise, al braccio posato sul petto sotto le lenzuola – teneramente – mentre parlano di poeti, di pittori e di pensatori, alla ricerca di segreti nelle rime invertite. Un film su di loro lo comincerei con una sequenza in cui Verlaine torna dal mercato, aringa alla mano, soddisfatto e sornione, e Rimbaud che lo prende in giro con istinto adolescenziale e gli dice: “Brutto stronzo”. Verlaine va su tutte le furie – adesso basta – e parte, lascia l’Inghilterra per tornare in Francia, ponendo fine alle sbronze, all’oppio e ai corsi di inglese. Adesso basta, pensa l’uno sulla barca, ora torno al vecchio mondo, quello che si lamenta in scellerate sonnolenze senza neanche essere geloso di noi, di questi corpi affaticati, appassionati, innamorati. No, jaloux mon cul, basta, ritorno da mia moglie e, che cazzo, non ne posso più, mi hai sfinito. Mentre l’altro, nel frattempo, gli scrive con pentimento amaro sputato dalla bocca giù, lungo tutto l’inchiostro: “Ritorna, ritorna, caro amico, solo amico, ritorna” e getta poi fiumi di lacrime, amico caro, noi che abbiamo vissuto due anni d’amore e ci siamo guadagnati tutto questo, a morsi e con coraggio, due anni che non si chiudono così, pena la schiavitù. Se non vuoi venire, Paul, se non vuoi che io venga, allora commetti un crimine. E poi scuse e accuse e scuse senza ritorno, fino al colpo di pistola, fino all’Africa, alle prigioni e ad altri amori. Nel mio film mentale, dopo il titolo, li immagino che se lo toccano con ferocia quel mondo, se lo portano nei genitali finché Aldo bacia gli occhi di Giovanni, gli sfiora il naso, e si dicono: “Je t’aime, je t’embrasse, ci rivedremo”, prima di venire e accendersi una sigaretta.

Poi bum, bussano alla porta, irrompono in casa e Giovanni se lo portano via. I fascisti.

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Di chi parliamo quando parlano di gender [9]

Creare l’isteria: 21 settembre 2013, Verona

There are days when people are
So nasty and convincing
John Grant – Glacier

Se avete letto anche solo la sesta parte del dossier Di chi parliamo quando parlano di gender (potete recuperarlo integralmente qui), ricorderete che a fondare la “Marcia Nazionale per la Vita”, nel 2011, erano stati il “Movimento Europeo per la Difesa della Vita” (MEDV) e “Famiglia Domani”. Allo stesso modo, ricorderete che, l’anno successivo, la seconda Marcia generò due nuovi enti prolife, così da dare linfa ai movimenti cattolici più estremisti. Nacquero, cioè, l’associazione “Giuristi per la Vita” e il mensile Notizie ProVita. Altresì avevamo visto che la prima sede legale dei Giuristi coincideva, non a caso, con il “Comitato Marcia Nazionale per la Vita”, con “Famiglia domani” e con la “Fondazione Lepanto” di Roberto de Mattei: si trovano tutte in Piazza Santa Balbina 8, a Roma, ossia lì dove sorgono la Basilica di Santa Balbina all’Aventino e l’Istituto Santa Margherita. Proviamo a vedere, ora, come queste realtà cominciarono a muoversi sul terreno italiano per diffondere l’isteria del mostruoso gender. La prima data emblematica risulta essere il 21 settembre 2013, in un doppio appuntamento veronese che ci dà la possibilità di raccontare tre divergenze: la prima, politica, che divide nei fatti la Lega Nord e Forza Nuova; la seconda, cattolica, che divide due gruppi tradizionalisti, ossia la “Fraternità Sacerdotale San Pio X” (FSSPX) e “Tradizione, Famiglia, Proprietà” (TFP); la terza, associazionistica, di cui parleremo prossimamente. Continua a leggere