Di chi parliamo quando parlano di gender [11]

Agostino Sanfratello: Alleanza Cattolica tra lefebvriani e politica

They say things beyond belief
That sting and leave you wincing
John Grant – Glacier

Chi è Agostino Sanfratello? Nel dossier Di chi parliamo quando parlano di gender, lo abbiamo visto come conferenziere a Verona il 21 settembre 2013, momento che segna l’inizio delle mobilitazioni no-gender. Quel giorno, Sanfratello si trovava accanto al lefebvriano Floriano Abrahamowicz e al segretario di Forza Nuova Roberto Fiore, lontano dall’amico Roberto de Mattei, con cui aveva fondato “Alleanza Cattolica” e che aveva organizzato un evento similare, sempre nella stessa città, sempre nella stessa data. Ma chi è, poi, Agostino Sanfratello? Perché ci dovremmo occupare di lui? Continua a leggere

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Aldo

Poi ti si spezza il cuore.

Aldo e Giovanni li immagino a costruire mondi, per nascosti che siano, nella loro delicatezza, di evidenze a occhi chiusi che possano fare da cuccia alla loro passione e alle loro sonnolenze condivise, al braccio posato sul petto sotto le lenzuola – teneramente – mentre parlano di poeti, di pittori e di pensatori, alla ricerca di segreti nelle rime invertite. Un film su di loro lo comincerei con una sequenza in cui Verlaine torna dal mercato, aringa alla mano, soddisfatto e sornione, e Rimbaud che lo prende in giro con istinto adolescenziale e gli dice: “Brutto stronzo”. Verlaine va su tutte le furie – adesso basta – e parte, lascia l’Inghilterra per tornare in Francia, ponendo fine alle sbronze, all’oppio e ai corsi di inglese. Adesso basta, pensa l’uno sulla barca, ora torno al vecchio mondo, quello che si lamenta in scellerate sonnolenze senza neanche essere geloso di noi, di questi corpi affaticati, appassionati, innamorati. No, jaloux mon cul, basta, ritorno da mia moglie e, che cazzo, non ne posso più, mi hai sfinito. Mentre l’altro, nel frattempo, gli scrive con pentimento amaro sputato dalla bocca giù, lungo tutto l’inchiostro: “Ritorna, ritorna, caro amico, solo amico, ritorna” e getta poi fiumi di lacrime, amico caro, noi che abbiamo vissuto due anni d’amore e ci siamo guadagnati tutto questo, a morsi e con coraggio, due anni che non si chiudono così, pena la schiavitù. Se non vuoi venire, Paul, se non vuoi che io venga, allora commetti un crimine. E poi scuse e accuse e scuse senza ritorno, fino al colpo di pistola, fino all’Africa, alle prigioni e ad altri amori. Nel mio film mentale, dopo il titolo, li immagino che se lo toccano con ferocia quel mondo, se lo portano nei genitali finché Aldo bacia gli occhi di Giovanni, gli sfiora il naso, e si dicono: “Je t’aime, je t’embrasse, ci rivedremo”, prima di venire e accendersi una sigaretta.

Poi bum, bussano alla porta, irrompono in casa e Giovanni se lo portano via. I fascisti.

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