Di chi parliamo quando parlano di gender [11]

Agostino Sanfratello: Alleanza Cattolica tra lefebvriani e politica

They say things beyond belief
That sting and leave you wincing
John Grant – Glacier

Chi è Agostino Sanfratello? Nel dossier Di chi parliamo quando parlano di gender, lo abbiamo visto come conferenziere a Verona il 21 settembre 2013, momento che segna l’inizio delle mobilitazioni no-gender. Quel giorno, Sanfratello si trovava accanto al lefebvriano Floriano Abrahamowicz e al segretario di Forza Nuova Roberto Fiore, lontano dall’amico Roberto de Mattei, con cui aveva fondato “Alleanza Cattolica” e che aveva organizzato un evento similare, sempre nella stessa città, sempre nella stessa data. Ma chi è, poi, Agostino Sanfratello? Perché ci dovremmo occupare di lui? Continua a leggere

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Di chi parliamo quando parlano di gender [10]

Alleanza Cattolica: Cattolici post-fascisti e politici

It’s the blind leading the blind
John Grant – Glacier

Nella precedente parte di questo dossier, abbiamo visto che il primo raduno parascientifico dell’area prossima alla “Marcia per la Vita” è datata 21 settembre 2013. Abbiamo altresì visto che, contemporaneamente, si svolgeva un altro convegno, più politicamente estremista e vicino a Forza Nuova. Così, abbiamo individuato tre divergenze tra i dibattiti: la prima, politica, che divide nei fatti la Lega Nord e Forza Nuova; la seconda, cattolica, che divide due gruppi tradizionalisti, ossia la “Fraternità Sacerdotale San Pio X” (FSSPX) e “Tradizione, Famiglia, Proprietà” (TFP); la terza, associazionistica, di cui ci occuperemo qui, quella interna ad “Alleanza Cattolica”, che, in un qualche modo, riassume sia la prima divergenza politica (tra “minimalisti” e “massimalisti”, in un’area comunque integralista), sia la seconda divergenza religiosa (tra “Tradizione, Famiglia, Proprietà” e la Fraternità Sacerdotale di San Pio X). Continua a leggere

Di chi parliamo quando parlano di gender [7]

Notizie ProVita: Cattolici ed estremisti

… they say things beyond belief
that sting and leave you wincing
John Grant – Glacier

Siamo giunti, fin qui, a comprendere la nascita di “Giuristi per la Vita”, associazione cattolica anti-gender presieduta da Gianfranco Amato. Essa è vicina alle tecniche delle lobbies statunitensi e nacque in seno alla “Marcia Nazionale per la Vita”, le cui influenze si riassumono nelle posizioni ultra-conservatrici dei suoi membri e nell’origine tra partiti neofascisti e organizzazioni cattoliche. Abbiamo, altresì, inquadrato la figura di Toni Brandi, a capo della “Laogai Research Foundation Italia” e di Notizie ProVita, mensile cartaceo e sito prolife e anti-gender. Egli è vicino alle forze neofasciste italiane e al prete lefebvriano Abrahamowicz. Adesso, invece, indagheremo di più sulle effettive connessioni tra l’associazionismo cattolico, Brandi, i neofascisti e i lefebvriani. Il percorso è il medesimo, sempre: dal Vaticano all’estrema destra, dalla lotta contro le politiche abortive alla battaglia contro i diritti per le persone LGBTI. Stavolta, inoltre, attraverseremo anche intenzioni teocratico-dittatoriali e la Russia di Putin. Continua a leggere

Le lettere e le parole: Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo, Il Cairo, 1994

I diritti delle donne

Nel settembre del 1994, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) coordinò la terza Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo, dopo quelle tenute nel 1974 a Bucarest e nel 1984 a Città del Messico. La Segretaria Generale della Conferenza del 1994 fu la Direttrice Esecutiva del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA), Nafis Sadik.

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Nafis Sadik

Poco prima dei lavori preparatori, Sadik affermò la necessità di regolare l’aborto e di renderlo sicuro nei casi di stupro e di incesto. Credeva, infatti, che si trattasse di un discorso largamente condiviso all’interno dei dibattiti mondiali sulla legalizzazione dell’aborto e che, dunque, necessitasse di far parte dei lavori e del documento finale della Conferenza. Il 16 marzo del 1994, attraverso un comunicato, il dipartimento di Stato degli Stati Uniti fece sapere di considerare un diritto delle donne l’aborto sicuro, legale e volontario, da non limitare solo nei casi citati da Sadik. In virtù di tutto questo, il Vaticano cominciò a preoccuparsi, ritenendo opportuno cercare un appoggio nei paesi cattolici e non cattolici che potessero essere contrari tanto alla legalizzazione dell’aborto pensata dalla direttrice della UNFPA, quanto a quella voluta dagli Stati Uniti. Continua a leggere