Sodom: Il mondo disattento alle cose delicate

Verlaine preferiva i versi impari perché de la musique avant toute chose, poi misurava gli alessandrini e si confrontava con il sonetto e lo rovesciava, dando vita così al sonnet inverti, cioè al sonetto “invertito”, con due terzine prima e due quartine dopo. Secondo alcuni, queste sue leggere rivoluzioni erano un modo per indicare le chiavi di lettura di certe poesie, capovolte e ribaltate per sovvertire la cultura, la politica, il sesso. Seguendo questa idea, anche una poesia come Marco, contenuta nei Poèmes saturniens e incentrata su una figura femminile assai particolare e sconvolgente, si presterebbe a essere letta diversamente grazie ad alcuni espedienti formali – tra cui una curiosa, prima rima baciata tra le parole hommes e Sodomes. D’altra parte, c’è chi sostiene che siano stati proprio gli stratagemmi poetici di carattere omo-erotico a fare da collante tra Arthur Rimbaud e Paul Verlaine, forse negli scambi epistolari avvenuti già prima degli incontri fisici, scambi le cui carte andarono bruciate; così come altri ricordano la figura ambigua di Charles Auguste Bretagne, ponte umano tra i due poeti e quasi certamente amante di Verlaine. Allora, è con queste piccole dolcezze che vorrei continuare questo blog, mi piacerebbe che venissero tenute a mente, conservate e incustodite, per capire un po’ meglio quella gelosia che alcuni vedono e altri no. Perché non c’è guerra che si possa combattere contro i segreti degli innamorati, di coloro che dormono con le braccia stanche attorno al collo, dopo l’amplesso e prima dei risvegli ridenti; non esiste lotta contro le passioni tenere e furiose di quei testimoni puri e degli amori che, piaccia o no, sono fuori dai ranghi.

Sus aux Gomorrhes d’à côté !

A questo punto, ricominciamo. Continua a leggere

Di chi parliamo quando parlano di gender [10]

Alleanza Cattolica: Cattolici post-fascisti e politici

It’s the blind leading the blind
John Grant – Glacier

Nella precedente parte di questo dossier, abbiamo visto che il primo raduno parascientifico dell’area prossima alla “Marcia per la Vita” è datata 21 settembre 2013. Abbiamo altresì visto che, contemporaneamente, si svolgeva un altro convegno, più politicamente estremista e vicino a Forza Nuova. Così, abbiamo individuato tre divergenze tra i dibattiti: la prima, politica, che divide nei fatti la Lega Nord e Forza Nuova; la seconda, cattolica, che divide due gruppi tradizionalisti, ossia la “Fraternità Sacerdotale San Pio X” (FSSPX) e “Tradizione, Famiglia, Proprietà” (TFP); la terza, associazionistica, di cui ci occuperemo qui, quella interna ad “Alleanza Cattolica”, che, in un qualche modo, riassume sia la prima divergenza politica (tra “minimalisti” e “massimalisti”, in un’area comunque integralista), sia la seconda divergenza religiosa (tra “Tradizione, Famiglia, Proprietà” e la Fraternità Sacerdotale di San Pio X). Continua a leggere

Di chi parliamo quando parlano di gender [9]

Creare l’isteria: 21 settembre 2013, Verona

There are days when people are
So nasty and convincing
John Grant – Glacier

Se avete letto anche solo la sesta parte del dossier Di chi parliamo quando parlano di gender (potete recuperarlo integralmente qui), ricorderete che a fondare la “Marcia Nazionale per la Vita”, nel 2011, erano stati il “Movimento Europeo per la Difesa della Vita” (MEDV) e “Famiglia Domani”. Allo stesso modo, ricorderete che, l’anno successivo, la seconda Marcia generò due nuovi enti prolife, così da dare linfa ai movimenti cattolici più estremisti. Nacquero, cioè, l’associazione “Giuristi per la Vita” e il mensile Notizie ProVita. Altresì avevamo visto che la prima sede legale dei Giuristi coincideva, non a caso, con il “Comitato Marcia Nazionale per la Vita”, con “Famiglia domani” e con la “Fondazione Lepanto” di Roberto de Mattei: si trovano tutte in Piazza Santa Balbina 8, a Roma, ossia lì dove sorgono la Basilica di Santa Balbina all’Aventino e l’Istituto Santa Margherita. Proviamo a vedere, ora, come queste realtà cominciarono a muoversi sul terreno italiano per diffondere l’isteria del mostruoso gender. La prima data emblematica risulta essere il 21 settembre 2013, in un doppio appuntamento veronese che ci dà la possibilità di raccontare tre divergenze: la prima, politica, che divide nei fatti la Lega Nord e Forza Nuova; la seconda, cattolica, che divide due gruppi tradizionalisti, ossia la “Fraternità Sacerdotale San Pio X” (FSSPX) e “Tradizione, Famiglia, Proprietà” (TFP); la terza, associazionistica, di cui parleremo prossimamente. Continua a leggere

Di chi parliamo quando parlano di gender [8]

Notizie ProVita a responsabilità limitata

… Due parole adesso sul giornale.
FUORI!, giugno 1972

Dunque, di chi parliamo quando parlano di gender? Abbiamo visto, fino a questo punto, che dietro alcuni gruppi di pressione si intravedono, in modo più o meno diretto, il Vaticano e le lobbies statunitensi. Siamo giunti, poi, a incastrarci in un percorso che univa tradizionalisti cattolici, lefebvriani, russi e, soprattutto, l’estrema destra. Ma se invece non fosse così, se fosse solo un’interpretazione erronea dei fatti, nonostante le amicizie tra Brandi, Fiore, Giovanazzi, Abrahamowicz e Castagna, rintracciabili anche sul social network Facebook? Proviamo, allora, a dare un’occhiata al mensile Notizie ProVita in sé e speriamo di smentire ogni reale collegamento con eventuali esponenti neofascisti. Continua a leggere

Di chi parliamo quando parlano di gender [7]

Notizie ProVita: Cattolici ed estremisti

… they say things beyond belief
that sting and leave you wincing
John Grant – Glacier

Siamo giunti, fin qui, a comprendere la nascita di “Giuristi per la Vita”, associazione cattolica anti-gender presieduta da Gianfranco Amato. Essa è vicina alle tecniche delle lobbies statunitensi e nacque in seno alla “Marcia Nazionale per la Vita”, le cui influenze si riassumono nelle posizioni ultra-conservatrici dei suoi membri e nell’origine tra partiti neofascisti e organizzazioni cattoliche. Abbiamo, altresì, inquadrato la figura di Toni Brandi, a capo della “Laogai Research Foundation Italia” e di Notizie ProVita, mensile cartaceo e sito prolife e anti-gender. Egli è vicino alle forze neofasciste italiane e al prete lefebvriano Abrahamowicz. Adesso, invece, indagheremo di più sulle effettive connessioni tra l’associazionismo cattolico, Brandi, i neofascisti e i lefebvriani. Il percorso è il medesimo, sempre: dal Vaticano all’estrema destra, dalla lotta contro le politiche abortive alla battaglia contro i diritti per le persone LGBTI. Stavolta, inoltre, attraverseremo anche intenzioni teocratico-dittatoriali e la Russia di Putin. Continua a leggere

Di chi parliamo quando parlano di gender [5]

Le lobbies statunitensi e Giuristi per la Vita

… they say you are sick
that you should hang your head in shame
John Grant – Glacier

Negli articoli precedenti, abbiamo delineato il funzionamento a scatole cinesi delle reti prolife e anti-gender italiane, preoccupandoci anche delle strategie retorico-discorsive messe in campo per affossare le richieste della comunità LGBTI. Ecco, invece, alcuni dati per capire un’altra delle associazioni più influenti nel dibattito pubblico italiano, ossia “Giuristi per la Vita”. Là dove “Scienza & Vita” è in stretto collegamento con il Vaticano, questa è, invece, molto vicina ai soldi e alle pratiche d’azione degli avvocati nordamericani ultra-cattolici e delle lobbies statunitensi ultra-conservatrici all’ONU. Continua a leggere

Di chi parliamo quando parlano di gender [4]

Le lobbies anti-gender

… and to boot they say their words
come straight down from above
John Grant – Glacier

Come abbiamo visto nella parte III, la schizofrenia di Dale O’Leary sul caso Matthew Shepard oscilla tra il pietismo di stampo cattolico e la forza violenta degli ultra-conservatori. Questa schizofrenia la ritroviamo nell’associazionismo italiano legato alla Chiesa. Basta guardare più da vicino chi compone le macro-associazioni che, negli ultimi tempi, scendono in piazza e urlano che sono un milione, persino in luoghi che non possono contenere un tale numero di individui. In questa quarta parte, infatti, mi dedico al funzionamento delle reti italiane anti-gender. Esse sono simili a scatole cinesi, proprio come le reti prolife di casiniana memoria (cfr. parte I), ma diventano sempre più vicine a un funzionamento da azienda neo-capitalista, che ha a cuore il potere e il flusso di denaro. Continua a leggere