Sodom: Il mondo disattento alle cose delicate

Verlaine preferiva i versi impari perché de la musique avant toute chose, poi misurava gli alessandrini e si confrontava con il sonetto e lo rovesciava, dando vita così al sonnet inverti, cioè al sonetto “invertito”, con due terzine prima e due quartine dopo. Secondo alcuni, queste sue leggere rivoluzioni erano un modo per indicare le chiavi di lettura di certe poesie, capovolte e ribaltate per sovvertire la cultura, la politica, il sesso. Seguendo questa idea, anche una poesia come Marco, contenuta nei Poèmes saturniens e incentrata su una figura femminile assai particolare e sconvolgente, si presterebbe a essere letta diversamente grazie ad alcuni espedienti formali – tra cui una curiosa, prima rima baciata tra le parole hommes e Sodomes. D’altra parte, c’è chi sostiene che siano stati proprio gli stratagemmi poetici di carattere omo-erotico a fare da collante tra Arthur Rimbaud e Paul Verlaine, forse negli scambi epistolari avvenuti già prima degli incontri fisici, scambi le cui carte andarono bruciate; così come altri ricordano la figura ambigua di Charles Auguste Bretagne, ponte umano tra i due poeti e quasi certamente amante di Verlaine. Allora, è con queste piccole dolcezze che vorrei continuare questo blog, mi piacerebbe che venissero tenute a mente, conservate e incustodite, per capire un po’ meglio quella gelosia che alcuni vedono e altri no. Perché non c’è guerra che si possa combattere contro i segreti degli innamorati, di coloro che dormono con le braccia stanche attorno al collo, dopo l’amplesso e prima dei risvegli ridenti; non esiste lotta contro le passioni tenere e furiose di quei testimoni puri e degli amori che, piaccia o no, sono fuori dai ranghi.

Sus aux Gomorrhes d’à côté !

A questo punto, ricominciamo. Continua a leggere

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