Sodom: Il mondo disattento alle cose delicate

Verlaine preferiva i versi impari perché de la musique avant toute chose, poi misurava gli alessandrini e si confrontava con il sonetto e lo rovesciava, dando vita così al sonnet inverti, cioè al sonetto “invertito”, con due terzine prima e due quartine dopo. Secondo alcuni, queste sue leggere rivoluzioni erano un modo per indicare le chiavi di lettura di certe poesie, capovolte e ribaltate per sovvertire la cultura, la politica, il sesso. Seguendo questa idea, anche una poesia come Marco, contenuta nei Poèmes saturniens e incentrata su una figura femminile assai particolare e sconvolgente, si presterebbe a essere letta diversamente grazie ad alcuni espedienti formali – tra cui una curiosa, prima rima baciata tra le parole hommes e Sodomes. D’altra parte, c’è chi sostiene che siano stati proprio gli stratagemmi poetici di carattere omo-erotico a fare da collante tra Arthur Rimbaud e Paul Verlaine, forse negli scambi epistolari avvenuti già prima degli incontri fisici, scambi le cui carte andarono bruciate; così come altri ricordano la figura ambigua di Charles Auguste Bretagne, ponte umano tra i due poeti e quasi certamente amante di Verlaine. Allora, è con queste piccole dolcezze che vorrei continuare questo blog, mi piacerebbe che venissero tenute a mente, conservate e incustodite, per capire un po’ meglio quella gelosia che alcuni vedono e altri no. Perché non c’è guerra che si possa combattere contro i segreti degli innamorati, di coloro che dormono con le braccia stanche attorno al collo, dopo l’amplesso e prima dei risvegli ridenti; non esiste lotta contro le passioni tenere e furiose di quei testimoni puri e degli amori che, piaccia o no, sono fuori dai ranghi.

Sus aux Gomorrhes d’à côté !

A questo punto, ricominciamo. Continua a leggere

Di chi parliamo quando parlano di gender [7]

Notizie ProVita: Cattolici ed estremisti

… they say things beyond belief
that sting and leave you wincing
John Grant – Glacier

Siamo giunti, fin qui, a comprendere la nascita di “Giuristi per la Vita”, associazione cattolica anti-gender presieduta da Gianfranco Amato. Essa è vicina alle tecniche delle lobbies statunitensi e nacque in seno alla “Marcia Nazionale per la Vita”, le cui influenze si riassumono nelle posizioni ultra-conservatrici dei suoi membri e nell’origine tra partiti neofascisti e organizzazioni cattoliche. Abbiamo, altresì, inquadrato la figura di Toni Brandi, a capo della “Laogai Research Foundation Italia” e di Notizie ProVita, mensile cartaceo e sito prolife e anti-gender. Egli è vicino alle forze neofasciste italiane e al prete lefebvriano Abrahamowicz. Adesso, invece, indagheremo di più sulle effettive connessioni tra l’associazionismo cattolico, Brandi, i neofascisti e i lefebvriani. Il percorso è il medesimo, sempre: dal Vaticano all’estrema destra, dalla lotta contro le politiche abortive alla battaglia contro i diritti per le persone LGBTI. Stavolta, inoltre, attraverseremo anche intenzioni teocratico-dittatoriali e la Russia di Putin. Continua a leggere